lunedì 31 dicembre 2007

San Silvestro papa


Silvestro fu Papa dal 31 gennaio del 314 al 31 dicembre del 335.

Fu il primo Papa di una Chiesa non più minacciata dalle terribili persecuzioni dei primi secoli. Nell’anno 313, infatti, gli imperatori Costantino e Licinio avevano dato piena libertà di culto ai cristiani, essendo papa l’africano Milziade, che morì l'anno dopo.

Gli succede il prete romano Silvestro.

A lui Costantino donò come residenza il palazzo del Laterano, affiancato più tardi dalla basilica di San Giovanni, e costruì la prima basilica di San Pietro.

Il lungo pontificato di Silvestro (21 anni) fu, però, lacerato dalle controversie disciplinari e teologiche, e l'autorità della Chiesa di Roma su tutte le altre Chiese, diffuse ormai intorno all’intero Mediterraneo, non era ancora affermata definitivamente.

Nel Concilio di Arles (314) e di Nicea (325) papa Silvestro non ebbe alcun modo di intervenire: gli vengono solo comunicate, con solennità e rispetto, le decisioni prese.

Fu il primo a ricevere il titolo di «Confessore della fede».

domenica 30 dicembre 2007

Santa Famiglia di Nazareth


La festa della Sacra Famiglia nella liturgia cattolica, nel secolo XVII veniva celebrata localmente. Papa Leone XIII nel 1895, la fissò alla terza domenica dopo l’Epifania "omnibus potentibus", ma fu papa Benedetto XV che nel 1921 la estese a tutta la Chiesa, fissandola alla domenica compresa nell’ottava dell’Epifania.

Papa Giovanni XXIII la spostò alla prima domenica dopo l’Epifania.

Attualmente è celebrata nella domenica dopo il Natale o in alternativa il 29 dicembre.

La celebrazione fu istituita per dare un esempio e un impulso all’istituzione della famiglia, cardine del vivere sociale e cristiano, prendendo a riferimento i tre personaggi che la componevano, figure eccezionali sì ma con tutte le caratteristiche di ogni essere umano e con le problematiche di ogni famiglia.

sabato 29 dicembre 2007

San Tommaso Becket (1117 - 1170)

Tommaso Becket nacque a Londra verso il 1117. Giovanissimo venne ordinato arcidiacono e divenne presto collaboratore dell'arcivescovo di Canterbury, Teobaldo.
Tommaso fu nominato cancelliere da Enrico II, con il quale fu sempre in rapporto di amicizia. Teobaldo morì nel 1161 ed Enrico II, grazie al privilegio accordatogli dal papa, poté scegliere Tommaso come successore alla sede primaziale di Canterbury.
Ma occupando questo posto Tommaso si trasformò in uno strenuo difensore dei diritti della Chiesa, inimicandosi il sovrano.
Fu ordinato sacerdote e vescovo nel 1162.
Dopo aver rifiutato di riconoscere le «Costituzioni di Clarendon» del 1164, però, Tommaso fu costretto alla fuga in Francia, dove visse sei anni di esilio.
Al suo rientro, come primo atto, sconfessò i vescovi che erano scesi a patti col re, il quale, si dice, arrivò a esclamare: «Chi mi toglierà di mezzo questo prete intrigante?».
Un bel giorno quattro cavalieri armati partirono alla volta di Canterbury.
L'arcivescovo venne avvertito, ma restò al suo posto.
Accolse i sicari del re nella cattedrale, vestito dei paramenti sacri e si lasciò pugnalare senza opporre resistenza.
Era il 23 dicembre del 1170.

venerdì 28 dicembre 2007

Santi Innocenti

Gli innocenti che rendono testimonianza a Cristo non con le Parole, ma con il sangue, ci ricordano che il martirio è dono gratuito del Signore.
Le vittime immolate dalla ferocia di Erode appartengono, insieme a santo Stefano e all'evangelista Giovanni, al corteo del re messianico e ricordano l'eminente dignità dei bambini nella Chiesa. Festa dei santi Innocenti martiri, i bambini che a Betlemme di Giuda furono uccisi dall’empio re Erode, perché insieme ad essi morisse il bambino Gesù che i Magi avevano adorato.
Essi furono onorati come martiri fin dai primi secoli e primizia di tutti coloro che avrebbero versato il loro sangue per Dio e per l’Agnello.

giovedì 27 dicembre 2007

San Giovanni Evangelista


L'autore del quarto Vangelo e dell'Apocalisse, figlio di Zebedeo e fratello di Giacomo maggiore, venne considerato dal Sinedrio un «incolto».

In realtà i suoi scritti sono la vetta più alta della teologia cristiana.

La sua propensione più alla contemplazione che all'azione non deve farlo credere, però, una figura "eterea".

Si pensi al soprannome con cui Gesù, di cui fu discepolo tra i Dodici, chiamò lui e il fratello: «figli del tuono».

Lui si definisce semplicemente «il discepolo che Gesù amava».

Assistette alla Passione con Maria.

Con lei, dice la tradizione, visse a Efeso.

Qui morì tra fine del I e l'inizio del II secolo, dopo l'esilio a Patmos.

Per Paolo era una «colonna» della Chiesa, come Pietro e Giacomo.

mercoledì 26 dicembre 2007

Santo Stefano, primo martire


Le nuove conversioni dovute alla predicazione degli Apostoli crescevano in numero elevato, al punto che essi furono costretti ad eleggere sette Diaconi che provvedessero agli affari materiali e di importanza secondaria.

Uno di questi, era Stefano, che rimase a Gerusalemme nonostante la persecuzione dei cristiani seguita al divieto fatto agli Apostoli di insegnare nel nome di Gesù.

Stefano divenne il bersaglio preferito di quanti odiavano e non tolleravano i cristiani.

Un giorno Stefano rispose con la veemenza della parola ispirata, mettendo in luce la nuova legge e la nuova alleanza superiori alla legge antica.

I suoi interlocutori non seppero tenere testa alla sua eloquenza e riuscirono a farlo tacere solo con la violenza.

Comperarono dei testimoni e condussero Stefano davanti ai giudici chiedendo la sentenza di morte.

Stefano chiese la parola per la sua difesa e nuovamente esaltò la nuova alleanza e la nuova legge, imputando loro la morte del Messia.

Fu trascinato fuori dalla città dove lo lapidarono.

Caduto in ginocchio proclamò le parole: "Signore, Gesù ricevi il mio spirito. Non imputar loro questo peccato".

martedì 25 dicembre 2007

Natività di Nostro Signore Gesù Cristo


"Il suo amore per me ha umiliato la sua grandezza.

Si è fatto simile a me perché io lo accolga.

Si è fatto simile a me perché io lo rivesta" (Cantico di Salomone).

Per capire, io devo ascoltare lui che mi dice:

"Per toccarmi, lasciate i vostri bisturi...

Per vedermi, lasciate i vostri sistemi di televisione...

Per sentire le pulsazioni del divino nel mondo,

non prendete strumenti di precisione...

Per leggere le Scritture, lasciate la critica...

Per gustarmi, lasciate la vostra sensibilità...".

lunedì 24 dicembre 2007

Santa Paola Elisabetta Cerioli (1816 - 1865)


Il giorno della vigilia di Natale ci offre una delle figure recentemente più additate da Giovanni Paolo II come modello di santità: si tratta di madre Paola Elisabetta Cerioli, fondatrice dell'Istituto della Sacra Famiglia, canonizzata il 16 maggio 2004.

Nata il 28 gennaio 1816 da una famiglia nobile di Soncino, in provincia di Cremona, Costanza Cerioli (così si chiamava all'anagrafe) andò sposa a 19 anni a un uomo molto più anziano di lei. Ebbe tre figli, ma le morirono tutti giovanissimi: uno appena nato, il secondo a un anno, il terzo a 16 anni.

Rimasta vedova, ricca e sola a 38 anni, scelse di spendere la vita prendendosi cura in casa sua delle bambine rimaste orfane.

In quest'opera si unirono presto a lei altre giovani: fu la scintilla da cui scaturì l'Istituto Sacra Famiglia, nel quale prese lei stessa i voti assumendo il nome di suor Paola Elisabetta.

Presto si affiancò anche il ramo maschile dei Fratelli della Sacra Famiglia dediti all'apostolato tra i lavoratori agricoli.

Morì il 24 dicembre 1865.

domenica 23 dicembre 2007

San Giovanni da Kety (1390 - 1473)

San Giovanni Canzio, sacerdote e teologo, nacque a Kety (Polonia) nel 1390.
Studiò nell'antica università di Cracovia e fu maestro e modello di intere generazioni di sacerdoti. Fu parroco a Olkusz. Fu precettore in case di principi ed era costretto a partecipare a banchetti e a ricevimenti mondani.
Il suo spirito di preghiera e di penitenza, la sua inesauribile carità verso tutti, specialmente verso i poveri, gli diedero un posto di rilievo nel gran secolo di santi della Polonia.
Venuto in pellegrinaggio a Roma, la sua diligenza fu depredata dai briganti, i quali gli rubarono tutto. Andati via i briganti, Giovanni si accorse di avere ancora in tasca una moneta. Corse dietro ai bandati gridando: "Ehi! Signori, avete dimenticato questa..."
Morì a Cracovia la notte di Natale del 1473.

sabato 22 dicembre 2007


Santa Francesca Cabrini era una fragile quanto straordinaria maestrina di Sant'Angelo Lodigiano.

In questo ritratto si colloca la figura di Francesca Saverio Cabrini, nata nella cittadina lombarda nel 1850 e morta negli Usa, in terra di missione, a Chicago nel 1917.

Divenne maestra e quindi entrò nell'Ordine delle «Sorelle della Provvidenza», poi diede vita alla missione del «Sacro Cuore di Gesù» che si occupò delle orfanelle e delle opere parrocchiali.

Portò il suo carisma missionario negli Stati Uniti, tra gli italiani che vi avevano cercato fortuna. Per questo divenne la patrona dei migranti.

Nel giorno della morte il suo corpo venne traslato a New York alla «Mother Cabrini High School», vicino ai suoi figli.

venerdì 21 dicembre 2007

San Pietro Canisio, Dottore della chiesa (1521 - 1597)

Pietro Kanijs (Canisio, nella forma latinizzata) nasce a Nimega, in Olanda, nel 1521.
E' figlio del borgomastro della città. Studia diritto canonico a Lovanio e diritto civile a Colonia.
In questa città ama trascorrere il tempo libero nel monastero dei certosini.
La lettura del breve opuscolo scritto da Sant'Ignazio di Loyola, intitolato "Esercizi spirituali" determina la svolta decisiva della sua vita.
Fatti gli esercizi spirituali a Magonza sotto la direzione di P. Faber, entra nella Compagnia di Gesù ed è l'ottavo gesuita a emettere i voti solenni.
Studia con interesse i padri della chiesa. A lui si deve la pubblicazione delle opere di San Cirillo di Alessandria, di San Leone Magno, di San Girolamo e di Osio di Cordova.
Prende parte attiva al concilio di Trento, come teologo del cardinale Truchsess e consigliere del papa.
Sant'Ignazio lo chiama in Italia, mandandolo dapprima in Sicilia, poi a Bologna, per rimandarlo quindi in Germania, dove resta per trent'anni, in qualità di superiore provinciale.
Pio V gli offrì il cardinalato, ma egli pregò il papa di lasciarlo al suo umile servizio della comunità. Morì a Friburgo, in Svizzera, il 21 dicembre 1597.

giovedì 20 dicembre 2007


Nativo di Roma, in qualche annuale appare sotto il nome di Geferino.
Il suo papato iniziò (199) sotto il terrore di Settimio Severo, il quale convinto assertore della religione politeistica, oltre che per pratici motivi attinenti il dominio delle province romane, aveva sposato Giulia Domna, di un antico casato sacerdotale dell'antica città siriana di Emesa dove veniva praticato il culto al "dio sole".
La scintilla che innescò nuove crudeli repressioni fu la mancata partecipazione dei cristiani ai festeggiamenti del decennale dell'imperatore pro salute imperatorum, perchè marcatamente pagani.
Oltre a ciò dovette continuare a combattere ulteriori eresie, contrastato da Ippolito sul metodo di lotta e che sfocerà successivamente nel primo scisma cristiano, quello di Ippolito appunto.
Sant' Ippolito fu teologo e scrittore di cultura greca, divenne esponente della teologia del logos. Avversario di Zefirino e di San Callisto suo successore.
Fu probabilmente in contatto con la dinastia dei Severi ma dagli stessi abbandonato e deportato in Sardegna, da Massimo il Trace, dove trovò il martirio.
Nonostante tutto però, Zefirino riuscì ad organizzare ancora di più la gerarchia ecclesiastica nominando per la prima volta un suo vicario (Callisto) con compiti più pratici che teologici.
A lui si deve la volontà di organizzare i cimiteri cristiani che furono spostati dalla via Salaria alla via Appia, dove già esistevano quelli di Pretestato e Domitilla.
Uno dei cimiteri fu chiamato "la cripta dei papi" dove il primo ad esservi tumulato fu proprio Zefirino nel 217.

mercoledì 19 dicembre 2007

San Berardo da Teramo (1055 - 1123)


Berardo nacque verso la metà del secolo XI nel castello di Pagliara, presso Castelli, dalla nobile famiglia omonima.

I Pagliara avevano il titolo di conti, ereditato, forse, dai più antichi conti dei Marsi, e dominavano nella Valle Siciliana o Siliciana, che abbracciava un vasto territorio sotto il Gran Sasso.

Non conosciamo il nome del padre e della madre di Berardo, mentre molto si parla di un suo fratello, Rinaldo, e di una sua sorella, Colomba, che ha tuttora in Abruzzo titolo e culto di santa.

Presso il castello di Pagliara esisteva il monastero benedettino di S. Salvatore: di qui la vocazione benedettina di Berardo da Montecassino, dove aveva iniziato la vita monastica ed era divenuto sacerdote.

Berardo, desideroso di maggiore raccoglimento, si ritirò nel celebre monastero di S. Giovanni in Venere, Fossacesia (CH), del quale era stato abate un certo Odorisio II, suo parente, elevato poi agli onori della porpora da Alessandro II (1061-1073).

Alla fine del 1115, morto Uberto, vescovo di Teramo, Berardo fu eletto a succedergli.

Fece il suo ingresso nella chiesa cattedrale di S. Maria Maggiore e si rivelò padre, pastore, riformatore zelante, oltre che principe feudale giusto e prudente.

Il Cartulario della Chiesa Teramana, ritrovato da Giovanni Muzi, riporta una sua donazione al capitolo della chiesa di S. Maria al Mare (l'attuale chiesa dell'Annunziata) a Giulianova.

Dopo aver adempiuto al suo ufficio con singolare semplicità di animo, pietà e carità di pastore, Berardo morì l'anno 1123, settimo del suo episcopato, il 19 dicembre la Chiesa aprutina ne celebra tuttora la festività in questo giorno tra il fervore sempre vivo dei teramani.

Si conservano ancora, in due artistici reliquiari, il capo del santo e un suo braccio, con i quali il vescovo, sulla scalea della cattedrale, benedice il popolo dopo il solenne pontificale della festa.

martedì 18 dicembre 2007

San Malachia profeta (ca 519 - 425 a.C.)


Il libro del profeta Malachia chiude, nell'Antico Testamento, la serie dei profeti minori. Emblematico il fatto che gli ultimi versetti parlino di un messaggero del Signore inviato per ristabilire il giusto rapporto tra Dio e il suo popolo.

Una profezia messianica che nasce nel cuore della storia di Israele ma non si limita al contesto in cui ha avuto origine.

Malachia opera alcuni decenni dopo la ricostruzione del tempio, che era avvenuta attorno al 520 a.C., dopo il ritorno dall'esilio.

In questo periodo avevano già profetato e spinto a guardare avanti i profeti Aggeo e Zaccaria. Ma la ricostituzione del rito templare spesso appare svuotato della sua vera anima: la celebrazione dell'amore di Dio che opera nella storia.

La voce di Malachia si leva per denunciare disinteresse ed esteriorità, lontananza dal Signore e ingiustizia.

La soluzione prospettata dal santo profeta è quella di una preparazione all'incontro con il Signore. Un messaggio che risuona particolarmente adatto in questo periodo di Avvento.

Berardo nacque verso la metà del secolo XI nel castello di Pagliara, presso Castelli, dalla nobile famiglia omonima.

I Pagliara avevano il titolo di conti, ereditato, forse, dai più antichi conti dei Marsi, e dominavano nella Valle Siciliana o Siliciana, che abbracciava un vasto territorio sotto il Gran Sasso.

Non conosciamo il nome del padre e della madre di Berardo, mentre molto si parla di un suo fratello, Rinaldo, e di una sua sorella, Colomba, che ha tuttora in Abruzzo titolo e culto di santa.

Presso il castello di Pagliara esisteva il monastero benedettino di S. Salvatore: di qui la vocazione benedettina di Berardo da Montecassino, dove aveva iniziato la vita monastica ed era divenuto sacerdote.

Berardo, desideroso di maggiore raccoglimento, si ritirò nel celebre monastero di S. Giovanni in Venere, in Abruzzo, del quale era stato abate un Odorisio, suo parente, elevato poi agli onori della porpora da Alessandro II.

Alla fine del 1115, morto Uberto, vescovo di Teramo, Berardo fu eletto a succedergli.

Fece il suo ingresso nella chiesa cattedrale di S. Maria Maggiore e si rivelò padre, pastore, riformatore zelante, oltre che principe feudale giusto e prudente.

Il Cartulario della Chiesa Teramana, ritrovato da Giovanni Muzi, riporta una sua donazione al capitolo della chiesa di S. Maria al Mare (l'attuale chiesa dell'Annunziata) a Giulianova.

Dopo aver adempiuto al suo ufficio con singolare semplicità di animo, pietà e carità di pastore, Berardo morì l'anno 1123, settimo del suo episcopato, il 19 dicembre.

La Chiesa aprutina ne celebra tuttora la festività in questo giorno tra il fervore sempre vivo dei teramani.

Si conservano ancora, in due artistici reliquiari, il capo del santo e un suo braccio, con i quali il vescovo, sulla scalea della cattedrale, benedice il popolo dopo il solenne pontificale della festa.

lunedì 17 dicembre 2007

San Giovanni De Matha (1154 - 1213)

Nasce nel 1154 in Provenza. Docente di teologia a Parigi, Giovanni de Matha lasciò la cattedra, divenendo sacerdote a 40 anni.
Durante la sua prima messa, il 28 febbraio 1193, gli accade qualcosa di straordinario: ebbe una visione: vide un uomo dal volto radioso, che teneva per mani due uomini con catene ai piedi, l'uno nero e deforme, l'altro pallido e macilento. L'uomo gli indicò di liberare queste povere creature incatenate per motivi di fede.
Giovanni De Matha comprese immediatamente che quell'uomo era Gesù Cristo Pantocratore, che rappresentava la Trinità, e gli uomini in catene erano gli schiavi cristiani e musulmani.
Capì, quindi, che sarebbe stata questa la sua missione di sacerdote: quella di liberare gli schiavi cristiani in Africa.
Si ritirò in campagna per meditare sull'impresa e fondò, nel 1194, in Cerfroid, a poco meno di cento chilometri da Parigi, con quattro eremiti. Qui fondò l'Ordine della Santissima Trinità, di cui scrisse un'austera regola.
Ottenuta l'approvazione da Innocenzo III il 17 dicembre 1198 con la bolla "Operante divinae dispositionis", partì per il Marocco. Iniziarono così i primi riscatti di schiavi.
Il tema della liberazione degli schiavi era allora molto sentito, tanto che San Pietro Nolasco fondò nel 1218, con lo stesso scopo, i Mercedari.
Giovanni morì a Roma, dove il Papa gli aveva donato la chiesa di San Tommaso in Formis sul Celio, ma nel Seicento il suo corpo venne portato a Madrid.
Fu dichiarato santo nel 1666.

domenica 16 dicembre 2007

Sant'Adelaide (931 - 999)


Adelaide nacque nel 931 nel castello di Orb.

Figlia di Rodolfo II di Borgogna e di Berta, figlia di Burcardo, duca di Svevia.

A sei anni rimase orfana del padre.

Sposò nel 947 Lotario II, re d'Italia (945-949).

Alla morte del marito, nel 949, fu imprigionata da Berengario II e Adalberto, suo figlio, che ressero insieme il Regno d'Italia.

Molto probabilmente la sua prigionia fu dovuta al suo rifiuto alla richiesta di matrimonio di Adalberto.

Fu soccorsa da Ottone I di Sassonia che disceso in Italia sconfisse Berengario II.

Nel 951 Ottone I e Adelaide si sposano, Adelaide tornò così ad essere regina e nel 962 imperatrice. Nel 994 si ritirò dalla corte e si dedicò alla vita religiosa.

Morì nel 999 a Seltz in Alsazia.

sabato 15 dicembre 2007

Beato Carlo Steeb (1773 - 1856)


Carlo nacque a Tubinga (Würtemberg, Germania) il 18 dicembre 1773.

Protestante, figlio di un uomo d'affari, viene mandato prima a Parigi poi a Verona a studiare la pratica commerciale.

A Verona incontra sacerdoti dotti e santi con i quali si lega con profonda amicizia.

Si fa cattolico nel 1792 e nel 1796 viene ordinato sacerdote.

E' il tempo delle guerre tra Napoleone (1769-1821) e l'Austria. Carlo si prodiga come infermiere e cappellano militare per ben diciotto anni.

Nel 1840 fonda con Luisa Poloni (Madre Vincenza) l'Istituto delle Sorelle della Misericordia a sostegno degli afflitti, dei bisognosi e dei malati.

Muore a Verona il 15 dicembre 1856.

Paolo Paolo Vi lo ha dichiarato beato.

venerdì 14 dicembre 2007

San Giovanni della Croce (1542 - 1591)


Giovanni de Yepez nacque a Fontiveros presso Avila (Spagna) probabilmente nel 1542.
Rimase orfano di padre e dovette trasferirsi con la mamma da un luogo all'altro, mentre portava avanti come poteva i suoi studi.
A Medina, nel 1563, vestì l'abito dei Carmelitani, in un'epoca in cui la vita regolare dell'ardine era molto rilassata, ma vi ebbe un'accurata formazione umanistica e teologica. Studiò nell'università di Salamanca.
Fu ordinato sacerdote nel 1567. Lo stesso anno si incontrò con santa Teresa di Gesù, la quale da poco aveva ottenuto dal priore generale Rossi il permesso di fondare due conventi di Carmelitani contemplativi, poi detti Scalzi, perché fossero di aiuto alle monache da lei istituite.
Il 28 novembre 1568 Giovanni fece parte del primo nucleo di riformati a Duruelo, cambiando il nome di Giovanni di San Mattia in quello di Giovanni della Croce.
Il lavoro di riforma gli costò la prigionia e l'espulsione dal convento.
Vari furono gli incarichi entro la riforma. Dal 1572 al 1577 fu anche confessore-governatore del monastero dell'Incarnazione di Avila.
Venne erroneamente incolpato e incarcerato per otto mesi per un incidente interno al monastero.
Fu in carcere che scrisse molte delle sue poesie.
Morì a 49 anni tra il 13 e il 14 dicembre 1591 a Ubeda.
Fu dichiarato beato nel 1675 da Clemente X, canonizzato nel 1726 da Benedetto XIII. Nel 1926 Pio XI lo dichiarò "dottore mistico della chiesa".

giovedì 13 dicembre 2007

Santa Lucia, vergine e martire (m. 304)

Lucia nacque a Siracusa nel 280 da una ricca famiglia patrizia.
All'età di cinque anni perse il padre e ciò la legò in modo particolare alla madre Eutichia, che fin da piccola la curava amorosamente e la educava ai sentimenti più nobili e generosi e alla fede cristiana.
Mamma Euticchia era però sofferente di una grave malattia del sangue e Lucia, in occasione di un pellegrinaggio alla tomba della martire S. Agata a Catania, chiese la grazia della guarigione della madre, in cambio decise di offrire la sua vita al Cristo con la rinunziando al matrimonio e alla vita agiata che la sua condizione le avrebbe concesso.
La madre guarì e Lucia la convinse ad utilizzare i loro beni per sostenere poveri e ammalati. L'imperatore romano Diocleziano scatenò però una feroce persecuzione contro i cristiani.
Lucia cadde vittima della persecuzione, consegnata agli aguzzini da uno spasimante respinto per prestare fedeltà al suo voto di castità e di dedizione cristiana, morì martire nel 304.
S. Lucia divenne presto santa e patrona di Siracusa, le sue sue spoglie mortali sono conservate nella chiesa dei Santi Geremia e Lucia a Venezia.

mercoledì 12 dicembre 2007

Beata Vergine di Guadalupe - 1531


Il 9 dicembre 1531 la Beata Vergine Maria apparve all'indio Juan Diego nella città di Guadalupe, Messico. L'apparizione fu un evento che ha lasciato un solco profondo nella religiosità e nella cultura messicana.
La Madre di Dio impresse miracolosamente la sua immagine, detta poi "la morenita", sul tilma o mantello del veggente, che la Chiesa ha di recente proclamato santo.
L'evento guadalupano fu un caso di "inculturazione" miracolosa: meditare su questo evento significa oggi porsi alla scuola di Maria, maestra di umanità e di fede, annunciatrice e serva della Parola, che deve risplendere in tutto il suo fulgore.
Il martirologio romano in data odierna afferma: Beata Maria Vergine di Guadalupe in Messico, il cui materno aiuto il popolo dei fedeli implora umilmente numeroso sul colle Tepeyac vicino a Città del Messico, dove ella apparve, salutandola con fiducia come stella dell'evangelizzazione dei popoli e sostegno degli indigeni e dei poveri.

martedì 11 dicembre 2007

San Damaso I, Papa (305 - 384)


Damaso nacque probabilmente in Spagna nel 305 circa.

Fu Papa dal 1 ottobre 366, al 11 dicembre 384.

Spagnolo di origine, ma probabilmente nato a Roma, Damaso divenne Papa nel 366, dopo la pace costantiniana.

Si adoperò affinché la catacombe non cadessero in rovina e non fosse perduta la memoria dei martiri.

Man mano che rintracciava le tombe dei martiri, le ornava di poetiche epigrafi di sua composizione.

Non fu solo archeologo e letterato.

Agì con fermezza di fronte al rappresentante del potere civile, l'imperatore, e commissionò a san Girolamo la traduzione in latino della Bibbia.

Lotto contro l'arianesimo e quasi lo sconfisse definitivamente

Morì nel 384.


lunedì 10 dicembre 2007

Madonna di Loreto

La leggenda narra che la casa di Nazareth fu trasportata dagli angeli sul luogo dove oggi sorge il santurio mariano.
In effetti i vari mattoni furono portati in Italia dai crociati dopo la fine del loro regno in Palestina e precisamente il 10 dicembre 1294.
Il Santuario di Loreto è sorto nel luogo in cui, secondo la leggenda, la casa della Santa Famiglia di Nazareth è vissuta per tanti anni. Dove Maria Vergine ha ricevuto l'annuncio dell'Arcangelo Gabriele e dove Gesù Cristo, seconda persona della Santissima Trinità, si è fatto carne.
Detta casa sarebbe stata trasportata prodigiosamente dagli Angeli, appunto sul luogo dove oggi sorge lo splendido santuario la cui costruzione fu iniziata dal vescovo di Ancona Mons. Nicolò Delle Aste nel 1469 e terminato nel 1587. Fu costruito su disegno di Marino di Marco Cedrino.
Vi lavorarono i seguenti artisti: San Gallo (cupola), Bramante (rivestimento della santa casa), Vanvitelli (campanile).
Il santuario, nella sua versione originale, risale al IV secolo, ed è uno dei più antichi santuari mariani al mondo.
La basilica santuario di Loreto Ancora oggi è meta di continui pellegrinaggi, ed è considerata la "Lourdes italiana".
La convinzione di questa miracolosa traslazione ha spinto papa Benedetto XV a dichiarare la Beata Vergine di Loreto "Patrona principale presso Dio di tutti gli aeronautici".

domenica 9 dicembre 2007

Beato Bernardo Silvestrelli (1831 - 1911)

Padre Bernardo Silvestrelli nasce a Roma in piazza della Minerva, n. 38, il 7 novembre del 1831. Viene battezzato lo stesso giorno con i nomi di Cesare, Pietro.
Riceve il sacramento della Confermazione il 7 giugno 1840.
Compie gli studi nel Collegio Romano dei Gesuiti e frequenta l'Oratorio del Caravita (1840-1847).
Il 13 agosto 1848 gli muore la mamma, perde il babbo l'11 novembre 1853.
Entra nel noviziato passionista di S. Giuseppe sul Monte Argentario (GR) il 25 marzo 1854.
Veste l'abito e inizia il noviziato il 7 aprile 1854.
Il 3 maggio 1854 interrompe il noviziato per motivi di salute, ma ottiene dal Superiore Generale di poter rimanere ospite della comunità.
Nel frattempo studia teologia.
Il 22 dicembre 1855 viene ordinato sacerdote.
Continua lo studio della teologia e decide di affrontare nuovamente il noviziato.
L'1 aprile 1856 entra nel noviziato passionista di Morrovalle.
Il 9 settembre 1856 arriva a Morrovale Francesco Possenti che si chiamerà Gabriele dell'Addolorata (dichiarato santo nel 1920).
Il 28 aprile 1857 emette la professione religiosa.
Si perfeziona negli studi sotto la guida del padre Salviano di S. Luigi (1857-1860).
Dal 1860 al 1864 è direttore e insegnante degli studenti a Morrovalle.
Dal 1865 al 1869 è maestro dei novizi alla Scala Santa (Roma).
Dal 1869 al 1878 guida la Provincia religiosa romana.
Nel 1878 viene eletto Superiore Generale della Congregazione dei Passionisti. Rieletto per quasi 30 anni, eccetto due brevi interruzioni fino al 1907.
Il 7 luglio 1907 il papa Pio X accoglie a malincuore la sua richiesta di esonerarlo dal governo della Congregazione.
Muore per caduta, a Moricone, come predetto più volte il 9 dicembre 1911.
Il 16 ottobre Papa Giovanni Paolo II lo dichiara beato.

sabato 8 dicembre 2007

Solennità dell'Immacolata concezione della Madonna


L’Immacolata Concezione di Maria è stata proclamata nel 1854, dal Papa Pio IX.
Ma la storia della devozione per Maria Immacolata è molto più antica.
Già i Padri della Chiesa d’Oriente, nell’esaltare la Madre di Dio, avevano avuto espressioni che la ponevano al di sopra del peccato originale.
In Occidente, però, la teoria dell’immacolatezza trovò una forte resistenza, non per avversione alla Madonna, che restava la più sublime delle creature, ma per mantenere salda la dottrina della Redenzione, operata soltanto in virtù del sacrificio di Gesù.
Il francescano Giovanni Duns Scoto, riuscì a superare questo scoglio dottrinale con una sottile ma convincente distinzione.
Dal 1476, la festa della Concezione di Maria venne introdotta nel Calendario romano.
Sulle piazze d’Italia, predicatori celebri tessevano le lodi della Vergine immacolata: tra essi ricordiamo, San Leonardo da Porto Maurizio e San Bernardino da Siena.
Nel 1830, la Vergine apparve a Santa Caterina Labouré, la quale diffuse poi una "medaglia miracolosa" con l’immagine dell’Immacolata.
Questa medaglia suscitò un’intensa devozione, e molti Vescovi chiesero a Roma la definizione di quel dogma che ormai era nel cuore di quasi tutti i cristiani.
Così, l’8 dicembre 1854, Pio IX proclamava la "donna vestita di sole" esente dal peccato originale, tutta pura, cioè Immacolata. Ma quattro anni dopo, nelle apparizioni di Lourdes, vi fu una prodigiosa conferma del dogma.
Una conferma che sembrò un ringraziamento, per l’abbondanza di grazie che dal cuore dell’Immacolata piovvero sull’umanità.

venerdì 7 dicembre 2007

Sant'Ambrogio, vescovo e dottore (340 - 397)


Ambrogio nacque a Treviri, nella Gallia, verso 339.
Era figlio di un funzionario romano in servizio oltralpe quale prefetto del pretorio per le Gallie. Dopo la morte del padre, Ambrogio con la madre e i fratelli Marcellina e Satiro, rientrò a Roma. Marcellina si consacrò a Dio prendendo il velo delle vergini; Satiro, che per un certo tempo ricoperse un'alta carica statale, morì nel 378.
Amnbrogio studiò diritto e retorica, e iniziò la sua carriera giuridica a Sirmio.
Divenne amministratore della Liguria e dell'Emilia, con sede a Milano.
Nel 374, alla morte del vescovo Aussenzio, ariano, scoppiarono in città tumulti tra cattolici e ariani per la nomina del successore.
Per evitare ulteriori disordini, in qualità di governatore, egli radunò i fedeli, parlando con senno e fermezza, affinché tutto fosse fatto secondo coscienza e nel rispetto della libertà.
In seguito a questi discorsi, dall’assemblea si alzò un grido: "Ambrogio Vescovo!".
Ambrogio sorpreso e anche spaventato, proclamò di non essere neppure battezzato, che era solo un catecumeno e che non era degno dell'episcopato.
Si professò peccatore, tentò perfino di fuggire.
Tutto fu inutile.
Ricevette così il Battesimo e l'ordinazione sacerdotale e, otto giorni dopo, la consacrazione episcopale.
Era il 7 dicembre di quell’anno.
Scrupolosissimo nell’adempimento del suo ufficio, si diede perciò alla lettura dei Libri sacri e allo studio dei Padri della Chiesa e dei Dottori, sotto la direzione di Simpliciano, che diventerà poi suo successore.
Distribuì tra i poveri il suo non indifferente patrimonio, ed improntò la sua vita ad una rigorosa ascesi, esercitando la carità verso tutti come grande pastore e dottore del suo popolo.
La sua influenza fu particolarmente decisiva nella situazione ecclesiastica e politica dei suoi tempi.
Lottò strenuamente ed inflessibilmente per il riconoscimento esclusivo della Chiesa di fronte al paganesimo, all'arianesimo e alle altre eresie; come anche per la sua libertà e autonomia rispetto al potere politico.
Sostenne, infatti, strenuamente dinanzi all’Imperatore non solo i diritti della Chiesa, ma l’autorità dei suoi pastori, e difese con gli scritti e con l'azione la dottrina della vera fede contro gli Ariani.
Morì il sabato santo 4 aprile del 397.
Realizzò una delle forme più riuscite di pastorale, e appartiene al numero di quei grandi che con il pensiero e con l'azione posero le basi all'edificio della cultura cristiana medievale.
Fu iniziatore dell'innologia religiosa popolare.
Stupisce che Ambrogio, impegnato su tanti fronti, abbia potuto trovare il tempo per la composizione di tante opere.
La maggior parte di esse non contiene speculazioni dogmatiche, ma è strettamente legata al suo ministero pastorale.
In questo Ambrogio rivela la sua forma mentis tipicamente romana, cioè pratica.

giovedì 6 dicembre 2007

San Nicola da Bari (ca 250 - ca 326)


Nicola nacque a Licia, Asia Minore, nel 250 ca e fu vecsovo di Mira.

Proveniva da una famiglia nobile.

Fu eletto vescovo per le sue doti di pietà e di carità molto esplicite fin da bambino.

Fu considerato santo anche da vivo, perché compi numerosi miracoli.

Durante la persecuzione di Diocleziano, pare sia stato imprigionato fino all’epoca dell’Editto di Costantino.

Durante le crociate alcuni soldati baresi trefugarono le sue reliquie a Mira e le trasportarono a Bari, dove sono rimaste e dove hanno avuto fin da sempre molta devozione.

Fu nominato patrono di Bari, e la basilica che porta il suo nome è tuttora meta di parecchi pellegrinaggi.

San Nicola è il leggendario Santa Claus dei paesi anglosassoni, e il NiKolaus della Germania che a Natale porta i doni ai bambini.

mercoledì 5 dicembre 2007

San Saba Archimandrita (439 - 532)


È una delle grandi figure del monachesimo d'Oriente.

Nato in Cappadocia intorno all'anno 439, a 18 anni si reca pellegrino a Gerusalemme, dove trova una guida nel monaco Eutimio.

Con lui va a vivere nel deserto, presso il Mar Morto, dove avviene la sua formazione.

Dieci anni più tardi la scelta di andarsi a stabilire in una grotta nella valle del Cedron.

È l'inizio di quella che diverrà la Grande Laura oggi conosciuta come Mar Saba.

Si tratta di un modello particolare di aggregazione monastica in cui i monaci vivono isolati per cinque giorni alla settimana, per poi ritrovarsi insieme al sabato e alla domenica per celebrare l'Eucaristia.

Nel 492 Saba viene ordinato sacerdote e il patriarca Elia di Gerusalemme lo nomina archimandrita di tutti i monaci di Palestina.

Compito non facile in anni di profonde divisioni intorno all'eresia monofisita.

Saba difende con forza la dottrina delle due nature di Gesù sancita dal Concilio di Calcedonia (431).

Morirà ultra novantenne nel 532, già venerato in vita come un santo.

martedì 4 dicembre 2007

San Giovanni Damasceno (650 - 749)


San Giovanni nacque a Damasco, da qui patronimico damasceno, nel 650, da famiglia araba e cristiana.

Aristocratico, colto eloquentissimo, la sciò la carriera e si ritirò in un monastero della Palestina insieme al fratello

Fu ordinato sacerdote dal Patriarca Giovanni V.

Predicò nella Basilica del San Sepolcro a Gerusalemme: per questo migliorò le sue conoscenze sulla teologia.

Difese il culto delle immagini contro l'imperatore Leone Isaurico, che lo calunniò pubblicamente.

Il secondo concilio ecumenico di Nicea ne difese l'ortodossia, la scienza, la santità.

Dottore della Chiesa Orientale ha lasciato numerose opere letterarie che abbracciano ogni campo dello scibile umano.

Morì nel 749.

lunedì 3 dicembre 2007

San Francesco Saverio (1506 - 1552)


Nasce in Spagna nel 1506, dalla nobile famiglia Xavier.

Inviato a Parigi per gli studi letterari, conosce un giovane spagnolo, Ignazio di Loyola, con cui costituirà il primo nucleo della Compagnia di Gesù.

Sceso a Venezia per recarsi in Terra santa, venne ordinato sacerdote, ma a causa di una guerra sfumo il suo viaggio in Terra santa.

Recatosi a Roma attese ad opere di carità.

Venne scelto da Ignazio quale missionario per recarsi nelle colonie portoghesi dell’India.

Come missionario profuse per dieci anni la sua opera di evangelizzazione, ad un cristianesimo imposto con le bastonate, sostituì un cristianesimo fondato sull’amore e la carità.

Ma il desiderio di portare Cristo ad ogni uomo era così grande in Francesco Saverio che il suo cuore desiderava andare più lontano, verso coloro ai quali il messaggio di Cristo non era giunto, neppure con le nerbate.

Appena poteva, s’imbarcava per andare tra gli infedeli ancora allo stato semi selvaggio. Dopo mille vicende riuscì ad arrivare in Giappone ove la sua carità gli procurò un piccolissimo gruppo di convertiti, i giapponesi però si domandavano perché il cristianesimo, ch’egli predicava, non veniva dalla Cina dove nascevano le cose più belle.

Allora Francesco Saverio s’imbarcò nuovamente pensando di entrare in Cina, arrivato a cento miglia da Canton, si ammalò.

Morì assistito solo da un giovane cinese, all’alba del 3 dicembre del 1552, a soli 46 anni.

domenica 2 dicembre 2007

Santa Bibiana


Non abbiamo notizie precise riguardo la vita di questa santa, alla quale papa Simplicio, nel V secolo, dedicò una chiesa sull'Esquilino.

Eppure il culto di Bibiana è stato assai vivace, forse anche grazie al suo nome, che ha la stessa origine del nome di Viviana: un nome, nell'etimologia popolare, legato al verbo «vivere», e quindi sinonimo di vitalità, vivacità, e augurio di spirituale sopravvivenza.

Secondo la «Passio Bibianae», questa santa sarebbe una delle vittime della persecuzione anticristiana dell'imperatore Giuliano l'Apostata (361 - 363), un devoto pagano che ostacolò la fede cristiana nonostante la libertà di culto proclamata grazie a Costantino nel 313.

Secondo questa Passio il governatore Apronio avrebbe mandato a morte i coniugi Fausto e Dafrosa, per impadronirsi dei loro beni.

Poi volle costringere all'apostasia le loro figlie: Demetria e Bibiana.

La prima sarebbe morta sotto tortura, mentre Bibiana, salda nella propria fede, dopo aver subito ogni tipo di angheria fu legata alla colonna e flagellata a morte.

La chiesa sull'Esquilino sorgerebbe sulla tomba della martire.

sabato 1 dicembre 2007

Sant'Eligio vescovo (589 - 660)

Eligio nacque a Chaptat (presso Limoges in Francia) intorno al 590.
Una leggenda racconta che gli si presentò il diavolo vestito da donna: e lui, Eligio, rapido lo agguantò per il naso con le tenaglie.
Questa colorita leggenda è raffigurata in due cattedrali francesi (Angers e Le Mans) e nel duomo di Milano, con la vetrata di Niccolò da Varallo, dono degli orefici milanesi nel Quattrocento. L'Eligio storico, figlio di gente modesta, deve aver ricevuto tuttavia un'istruzione, perché venne assunto come apprendista dall'orefice lionese Abbone, che dirige pure la zecca reale.
Sotto Clotario, Eligio va a dirigere la zecca di Marsiglia e intanto continua a fare l'orefice.
Col nuovo re Dagoberto I (623-639) viene chiamato a corte e cambia mestiere: il sovrano ne fa un suo ambasciatore, per missioni di fiducia.
Altri incarichi se li prende da solo: per esempio, riscattare a sue spese i prigionieri di guerra, fondare monasteri maschili e femminili.
Morto il re, sceglie la vita religiosa.
Il 13 maggio 641 viene, però, consacrato vescovo di Noyon-Tournai dove s'impegna nella campagna di evangelizzazione (e ri-evangelizzazione) nel Nord della Gallia, nelle regioni della Mosa e della Scelda, nelle terre dei Frisoni.
Muore nel 660.
E' protettore degli orafi.

venerdì 30 novembre 2007

Sant'Andrea Apostolo


Andrea, il "Protocleto": cioè il primo chiamato tra gli apostoli, era nato a Bethsaida.

Fu prima discepolo di Giovanni Battista e poi seguì, con un altro giovane, forse Giovanni l'evangelista, Cristo, a cui condusse anche il fratello Pietro.

Con il fratello ebbe da Gesù la missione di essere "pescatore di uomini".

Insieme a Filippo presentò a Cristo i pagani o gentili e indicò il ragazzo che portava i pesci ed il pane prima del grande miracolo della moltiplicazione dei pani.

Secondo la tradizione, dopo la Pentecoste, predicò in diverse regioni e fu crocifisso in Acaia.

Al suo nome è legato la croce a forma di X che la tradizione vuole essere stata prescelta da lui stesso per una più straziante agonia.

giovedì 29 novembre 2007

Sant'Antonio Fasani (1681 - 1742)


Antonio nacque da umile famiglia il 6 agosto 1681 a Lucera, antica città della Daunia nelle Puglie. Entrò da giovane tra i Minori conventuali del suo paese natale.
Fece il noviziato a Monte Sant'Angelo sul Gargano dove emise la professione il 23 agosto 1696. Nel 1703 fu mandato nel convento di Assisi dove fu ordinato sacerdote l'11 settembre 1705. Passato a Roma, nel collegio di San Bonaventura, tornò ad Assisi fino al 1707.
Fece, quindi, rientro a Lucera.
Eletto ministro provinciale fu protagonista di un'intensa attività apostolica percorrendo tutti paesi della Capitanata e località limitrofe.

Sempre attento ai bisogni dei poveri e dei sofferenti, devotissimo alla Vergine, fu particolarmente vicino ai carcerati e ai condannati che accompagnava fino al luogo del supplizio. Morì il 29 novembre 1742.
Ancora oggi la sua tomba, nella chiesa di San Francesco a Lucera è meta di frequenti pellegrinaggi.
Proclamato beato il 15 aprile 1951 da Pio XII, è stato canonizzato da Giovanni Paolo II il 13 aprile 1986

mercoledì 28 novembre 2007

San Giacomo della Marca (1393 -1476)

San Giacomo della Marca nacque a Monteprandone (AP) nel 1393.
Orfano di padre, a sette anni pascolava le pecore.
Spaventato da un lupo, fuggì ad Offida (AP) presso un potente sacerdote.
Cominciò a studiare con grande profitto
Fu discepolo di San Bernardino da Siena, dal quale ricevette a 22 anni il saio francescano, e San Giovanni da Capestrano gli fu compagno nelle peregrinazioni in tutta l'Europa.
Come il maestro, anch'egli si diede alla predicazione, in Italia, Polonia, Boemia, Bosnia e in Ungheria dove si recò per ordine del papa.
Oratore ardente, fustigò soprattutto i vizi dell'avarizia e dell'usura.
Il santo marchigiano introdusse i Monti di pietà, dove i poveri, vessati da debiti, potevano impegnare le loro cose ad un interesse minimo.
Nel 1444 assistette a L'Aquila alla morte del suo maestro e padre San Bernardino
La sua biografia fu scritta con dovizie di particolari dal fratello laico Venanzio da Fabriano.
Morì a Napoli il 28 novembre 1476.

martedì 27 novembre 2007

San Virgilio, monaco


Monaco irlandese del secolo VIII. Come altri monaci del suo tempo lasciò l'Irlanda per andare ad evangelizzare la Baviera.
Entrò ben presto nell'abbazia di San Pietro a Salisburgo e ne diventò abate.
In seguito divenne abate del monastero Achadh-bo-Cainningh.
Si recò in Gallia a Kiersy.
Fu, quindi, mandato da Pipino il Breve (714-768) a reggere la diocesi di Baviera, ma non fu consacrato vescovo per ragioni politiche e per l'opposizione di San Bonifacio (672-754), il grande evangelizzatore dell'attuale Germania.
Dopo il martirio di San Bonifacio poté essere finalmente ordinato vescovo di Salisburgo, alla cui diocesi diede un valida organizzazione.
Evangelizzò le regioni slave della Carinzia, della Stiria e della Pannonia.
Fondò il monastero di San Candido in Alto Adige.
Morì il 27 novembre 748.

lunedì 26 novembre 2007

San Leonardo da Porto Maurizio


San Leonardo nacque a Porto Maurizio, attuale Imperia il 20 dicembre 1676.

Era figlio di un capitano di marina

Compì i suoi studi a Roma presso il collegio romano.

Entrò ben presto nel convento di San Bonaventura sul Palatino, dove vestì il saio francescano. Fu in seguito ordinato sacerdote e si diede alla predicazione delle missioni popolari

Inviato dal Papa in Corsica a ristabilire la concordia tra i cittadini, riuscì ad ottenere, nonostante le gravi divisioni tra gli abitanti, un impensabile abbraccio di pace.

Il tema della croce era al centro della sua predicazione: richiamava le folle alla penitenza e alla pietà cristiana.

E' il santo a cui si deve il merito di aver ideato la Via Crucis, la preghiera a tappe che medita l'itinerario di Cristo dalla condanna alla croce, fino al calvario.

Nell'anno santo 1750 fece epoca la Via Crucis predicata da San Leonardo al Colosseo.

Alfonso Maria de' Liguori e San Paolo della Croce, suoi contemporanei, lo definirono «il più grande missionario del nostro secolo».

In realtà fu grande predicatore popolare, appassionato di Gesù crocifisso e della Vergine Addolorata.

Morì a Roma, nel convento francescano di San Bonaventura al Palatino il 26 novembre 1751.

domenica 25 novembre 2007

Santa Caterina d'Alessandria


Caterina, di stirpe reale, nacque ad Alessandria d'Egitto intorno all'anno 292.

Donna dotta, bella e faconda nel disputare, appassionò con il suo aspetto l'imperatore Massenzio, il quale tentò di sposarla, ma Caterina rispose che era sposata a Cristo e che non vi avrebbe rinunciato per nessuna cosa al mondo.

L'imperatore non si diede per vinto e la circondò di filosofi e di retori, i quali ebbero il compito di confutare la sua fede.

Caterina non solo non si arrese alla sapienza di quei dotti, ma passò all'attacco convertendoli a Cristo.

Imprigionata continuò la sua opera di evangelizzazione.

La sua storia colpì l'imperatrice e il capo delle guardie imperiali che si recarono in carcere a trovarla e furono a loro volta convertiti.

Per questo motivo l'imperatore decise di condannarla al supplizio della ruota, ma per intervento divino, quando la santa toccò lo strumento del suo supplizio questi si distrusse.

Fu allora decisa la sua morte per decapitazione, che avvenne il 25 novembre del 310 ad Alessandria.

Il suo corpo fu trasportato dagli angeli sul monte Sinai, dove fu costruito un monastero a lei dedicato.

Il suo culto, molto popolare nel medioevo, è stato soppresso nel 1969, ma è ancora molto venerata soprattutto dalle categorie delle quali è patrona: insegnanti, librai, avvocati e autieri.

sabato 24 novembre 2007

Santi martiri vietnamiti


Si ricordano Ignazio Delgado, Andrea Deng-Lac, Domenico An-Kham, Francesco Gil de Federich, Matteo Alonso de Leciniana, Giovanni Maria Diaz Sanjurio, vescovo, Melchiorre Garcia Sampedro, vescovo, Girolamo Hermosilla, vescovo, Valentino Berrio-Ocham, vescovo, Giacinto Castenada, Vincenzo Liem e 114 compagni.

La storia registra l’ingresso dei Domenicani nel Tonkino nell’anno 1676.

In un primo tempo collaborarono con i Padri delle Missioni Estere, poi l’immenso territorio fu diviso, e l’evangelizzazione del Tonkino Occidentale fu lasciata ai Missionari di Parigi, mentre il Tonkino Orientale fu affidato ai Padri Predicatori.

Il lavoro fu difficile, e violente persecuzioni si succedettero ad intervalli.

Al principio del XIX° secolo la missione prosperava.

Zelante pastore di quella cristianità era il Vescovo Domenicano Ignazio Delgado, coadiuvato da un altro Vescovo Domenicano, Domenico Henares.

Svolgevano con loro il santo ministero altri sacerdoti, molti dei quali di quella terra, entrati nell’Ordine, oltre a ferventi catechisti appartenenti al Terz’Ordine.

Salito al trono l’empio Minh-Manh, nel 1838 sollevò la più spietata persecuzione.

I due vescovi, con i sacerdoti e i catechisti, in tutto ventisei, furono catturati e gettati in orride prigioni.

Le più raffinate sevizie furono usate per indurre i poveri martiri a rinnegare la fede.

Aiutati da una grazia straordinaria, restarono forti e sereni fino all’ultimo.

Il vescovo Mons. Henares, il catechista Francesco e altri undici furono decapitati, Mons. Delgado morì in carcere oppresso dai tormenti, altri due furono tagliati a metà, sei strangolati, uno ucciso a colpi di ferro, tre lasciati morire di fame e di stenti.

Furono beatificati insieme con altri Martiri, tra cui il Padre Agostino Schoeffer, Terziario Domenicano.

Sepolti quasi tutti in fosse comuni, ne rimase viva la memoria e il culto fino ai giorni nostri.

Furono Beatificati in vari gruppi nel corso dei secoli.

Papa Giovanni Paolo II li ha solennemente Canonizzati il 19 giugno 1988, dichiarandoli Patroni del Vietnam il 14 dicembre 1990.

venerdì 23 novembre 2007

San Clemente I, papa


Clemente, romano, era un discepolo di San Paolo e suo collaboratore a Filippi.

Fu nominato vescovo da San Pietro.

La tradizione lo presenta figlio del senatore Faustino della gens Flavia, parente quindi dell'imperatore Domiziano.

Quest' imperatore nel 95 scatenò una violenta persecuzione contro i cristiani.

Questa persecuzione fece molte vittime illustri come ad esempio il console Flavio Clemente, marito di Domitilla, nipote di Domiziano.

Altra vittima di rilievo fu San Giovanni Evangelista che però uscì indenne dal martirio dell'olio bollente.

Fu quindi esiliato nell'isola di Patmos dove scrisse la sua Apocalisse.

Clemente fu Papa dall'88 al 97.

Nel 96 scoppiò un conflitto nella chiesa di Corinto: un gruppo di giovani ecclesiasti contestò a diversi presbiteri la direzione della comunità di quella città.

Clemente con una lettera li richiamò alla necessità di obbedire alle autorità tradizionali della chiesa, esortandoli a fuggire i falsi dottori.

La lettera fu accolta con grande rispetto e diventò oggetto di meditazione nella celebrazione della messa domenicale.

Si tratta della famosa Lettera ai Corinti.

E' il primo testo che afferma la superiorità del vescovo di Roma su tutte le chiese sparse per il mondo.

Sotto il pontificato di Clemente I il cristianesimo fece nuovi proseliti e si sviluppò sempre più in Oriente.

A Roma Clemente stesso operò con impegno il suo apostolato.

Nel 97 l'imperatore Nerva esiliò San Clemente nel Chersoneso.

A Roma lo sostituì papa Evaristo.

Nella terra d'esilio, il Ponto Eusino svolse opera di evangelizzazione e s'incontrò con circa 2000 cristiani condannati ai lavori forzati nelle cave di marmo e li incoraggiò ad aver fede.

Compì nuove conversioni e la notizia irritò il nuovo imperatore Traiano.

Gli venne ordinato di sacrificare agli dei e Clemente ovviamente rifiutò.

Venne eseguita la condanna a morte: fu gettato nel mar Nero con un'ancora al collo.

Questo avvenne nell'anno 100.

giovedì 22 novembre 2007

Santa Cecilia, vergine e martire


Santa Cecilia, bellissima santa romana, il cui culto fa fede sulla sua reale esistenza, morì martire sotto l'imperatore Alessandro Severo, verso il 230.

Sposa a Valeriano, la notte delle nozze lo convinse a cercare anche lui unicamente la bellezza e l'amore di Gesù Cristo e ad amarsi nel suo amore più intensamente che con un amore carnale.

In base al racconto del suo processo o Passio, venne costruita, nel secolo V, la stupenda basilica romana di Santa Cecilia a Trastevere.

Ogni giorno Cecilia partecipava alla Messa di papa Urbano nelle catacombe di San Callisto.

Il suo patrocinio sulla musica dipende da una frase del racconto della Passio, secondo la quale fu martirizzata cantantibus organis, mentre suonava l'organo.

Ma non erano le canne dell'organo a vibrare.

Erano i tubi del riscaldamento che cigolavano per l'alto calore del vapore dove la martire fu rinchiusa per soffocarla.

Morì, invece, decapitata.

La salma, con tre dita della mano destra, e l'indice della sinistra, professava la fede nella Trinità e l'Unità del nostro Dio.

mercoledì 21 novembre 2007

Presentazione della Madonna al tempio


In questo giorno della dedicazione (543) della Chiesa di Santa Maria Nuova,

costruita presso il tempio di Gerusalemme,

celebriamo insieme ai cristiani d'Oriente quella "dedicazione"

che Maria fece a Dio, di se stessa fin dall'infanzia,

mossa dallo Spirito Santo,

della cui grazia era stata ricolma nella sua immacolata concezione.

I Vangeli canonici non dicono nulla della fanciullezza di Maria Vergine.

Ma i vangeli apocrifi, cioè quei racconti devozionali per soddisfare la curiosità dei fedeli, si dilungano in tante pie invenzioni.

Per esempio, che Maria ancora bambina sia stata affidata dai genitori ad una specie di comunità femminile di educande, per intenderci, addetta al servizio del tempio di Gerusalemme.

Pertanto, questa pia ipotesi è stata accolta nel calendario liturgico e la festa della presentazione di Maria al tempio è celebrata con grande solennità dai nostri fratelli della chiesa orientale.

martedì 20 novembre 2007

Sant'Edmondo, re e martire


Edmondo fu re dell'Estanglia, territorio costituito dalle contee di Norfolk e Suffolk, morì martire ed è patrono dell'Inghilterra.

Il IX secolo era caratterizzato dalle razzie degli occupanti danesi secondo un metodo collaudato: l'assedio e la richiesta di una taglia per risparmiare persone e cose.

Edmondo, invece, ingaggiò battaglia con il suo piccolo esercito e fu sconfitto.

Al prigioniero furono promesse la salvezza e il mantenimento della corona, se avesse abiurato alla fede e compiuto atto di vassallaggio.

Edmondo preferì la fedeltà a Cristo e alla chiesa piuttosto che avere salva la vita e fu ucciso atrocemente.

Riposa a Bury St. Edmund, nei pressi di Cambridge.

lunedì 19 novembre 2007

Santa Matilde di Helfta


Nata nel 1241 dai nobili di Hackeborn, fece con la madre una visita al monastero di Rodersdorf, diocesi di Halberstadt, dove Gertrude, sua sorella, era già monaca.

La bimba settenne fu tanto attratta dal sacro ambiente che non volle allontanarsene e chiese di esservi ammessa.

Le fu consentito.

La spiritualità di S. Matilde presenta, in una fusione ardente e fantasiosa, elementi di molteplice originalità: come una novità nella storia della spiritualità, la "mistica di sposa" che prima di Matilde non si trova nei documenti del passato, ma che si ritroverà in seguito nelle esperienze e nelle "Vitae" di sante religiose fino a Santa Teresa, anzi fino ai giorni nostri.

Matilde morì nel 1299.

domenica 18 novembre 2007

Dedicazione delle basiliche dei Santi Pietro e Paolo




Fin dal secolo XII nella basilica vaticana di San Pietro e in quella di san Paolo sulla via Ostiense, si celebravano gli anniversari delle loro dedicazioni fatte nel secolo IV dai santi Pontefici Silvestro e Siricio.

La celebrazione di questa commemorazione in tempi più recenti fu estesa a tutte le chiese di rito romano.

Come nell'anniversario della dedicazione della basilica di santa Maria Maggiore (5 agosto) si celebra la maternità della Vergine Madre di Dio, così in questo giorno si onorano i due più grandi apostoli di Cristo.

sabato 17 novembre 2007

Santa Elisabetta d'Ungheria


Figlia di Andrea, re d'Ungheria e di Gertrude, nobildonna di Merano, ebbe una vita breve.

Nata nel 1207, fu promessa in moglie a Ludovico figlio ed erede del sovrano di Turingia.

Sposa a quattordici anni, madre a quindici, restò vedova a 20.

Il marito, Ludovico IV morì ad Otranto in attesa di imbarcarsi con Federico II per la crociata in Terra Santa.

Elisabetta aveva tre figli.

Dopo il primogenito Ermanno vennero al mondo due bambine: Sofia e Gertrude, quest'ultima data alla luce già orfana di padre.

Alla morte del marito, Elisabetta si ritirò a Eisenach, poi nel castello di Pottenstein per scegliere infine come dimora una modesta casa di Marburgo dove fece edificare a proprie spese un ospedale, riducendosi in povertà.

Iscrittasi al terz'ordine francescano, offrì tutta se stessa agli ultimi, visitando gli ammalati due volte al giorno, facendosi mendicante e attribuendosi sempre le mansioni più umili.

La sua scelta di povertà scatenò la rabbia dei cognati che arrivarono a privarla dei figli.

Morì a Marburgo, in Germania il 17 novembre 1231.


E' stata canonizzata da papa Gregorio IX nel 1235.

venerdì 16 novembre 2007

Santa Geltrude, la grande


Santa Geltrude di Helfta, detta la Grande, nacque ad Eisleben (Turingia) nel 1256.

Entrò in monastero a 5 anni presso le monache Cistercensi di Helfta (Sassonia).

Affidata a santa Matilde di Hackern, ebbe una formazione completa, letteraria, filosofica, teologica e musicale, aiutata negli studi dalla sua non comune intelligenza e memoria.

A 25 anni scoprì la vita mistica, con una visione di Gesù (27 gennaio 1281).

Consacratasi completamente a Dio, né ebbe grandi esperienze di unione, accompagnate da fenomeni straordinari quali la ferita d’amore, lo scambio dei cuori e le stigmate interiori. Percorse in modo meraviglioso la via della perfezione, dedicandosi alla preghiera e alla contemplazione, impiegando la sua cultura per la stesura di testi di fede, tra cui i celebri "Exercitia" e quello che è forse il suo libro più famoso: le "Rivelazioni".

E' ricordata tra le iniziatrici della devozione al Sacro Cuore, la prima a tracciarne una teologia, senza però il tema delle riparazioni che sarà predominante in seguito.

Ebbe grande influenza ai suoi tempi perché la fama della sua santità e delle sue visioni attirava molti per chiedere consiglio e conforto.

Poi fu dimenticata fino al XVI secolo, quando i Certosini pubblicarono i suoi scritti traducendoli in varie lingue e svelando la sua grandezza e le sue anticipazioni sulla devozione al Sacro Cuore di Gesù.

Morì il 17 novembre del 1301.

Fu canonizzata nel 1677.

E' patrona delle Indie Occidentali, di Tarragona e del Perù, è invocata contro il diabete.

giovedì 15 novembre 2007

Sant'Alberto Magno


Nacque 1206 a Lauingen. Morì nel 1280 Colonia.

Alberto, della nobile famiglia Bollstadt, prese ancora giovanissimo l’Abito dei Predicatori dalle mani del Beato Giordano di Sassonia, immediato successore del Santo Patriarca Domenico.

Dopo aver trionfato nel mondo, al giovane studente sembrò ostacolo insormontabile le difficoltà che incontrava nello studio della Teologia, e fu tentato di fuggire dalla casa del Signore.

La Madonna, però, di cui era devotissimo, lo animò a perseverare, rasserenandolo nei suoi timori, dicendogli: "Attendi allo studio della sapienza e affinché non ti avvenga di vacillare nella fede, sul declinare della vita ogni arte di sillogizzare ti sarà tolta".

Sotto la tutela della Celeste Madre, Alberto divenne sapiente in ogni ramo della cultura, sì da essere acclamato Dottore universale e meritare il titolo di Grande, ancor quando era in vita.

Insegnò con sommo onore a Parigi e nei vari Studi Domenicani di Germania, soprattutto in quello di Colonia, da lui fondato, dove ebbe tra i suoi discepoli San Tommaso d’Aquino, di cui profetizzò la grandezza.

Fu Provinciale di Germania e, nel 1260, Vescovo di Ratisbona, alla cui sede rinunziò per darsi di nuovo all’insegnamento e alla predicazione.

Fu arbitro e messaggero di pace in mezzo ai popoli, e al Concilio di Lione portò il contributo della sua sapienza per l’unione della Chiesa Greca con quella Latina.

Avanzato negli anni saliva ancora vigoroso la cattedra, ma un giorno, come Maria aveva predetto, la sua memoria si spense.

Anelò allora solo al cielo, al quale volò dopo quattro anni, il 15 novembre 1280, consumato dalla divina carità.

La sua salma riposa nella chiesa parrocchiale di Sant’Andrea a Colonia.

Papa Gregorio XV nel 1622 lo ha beatificato.

Papa Pio XI nel 1931 lo ha proclamato Santo e Dottore della Chiesa.

Nel 1941 Papa Pio XII lo ha dichiarato Patrono dei cultori delle scienze naturali.

mercoledì 14 novembre 2007

San Giocondo

Figura nel più antico catalogo dei vescovi di Bologna e si ritiene sia vissuto nel secolo VI.
La prima menzione del suo nome come santo vescovo di Bologna si ha in una vita di San Petronio del secolo XII, che elenca, tra le reliquie possedute dalla diocesi, quelle di San Giocondo.
Il significato del nome del santo si addice ad una città come Bologna, i cui abitanti hanno carattere gioviale, ottimista...
Sanno, cioè, organizzare la propria vita anche nel senso dell'impegno che poi dà i suoi frutti: Cor contento, Dio l'aiuta.....
San Giocondo li protegga!

martedì 13 novembre 2007

Beato Eugenio Bossilkof


Vincenzo nasce a Belene (Bulgaria) nel 1900.

La sua famiglia appartiene alla minoranza cattolica di rito latino nella diocesi di Nicopoli.

A 11 anni viene mandato a Ores, nella scuola dei Padri Passionisti.

Qui nasce la sua vocazione che verrà coltivata con dieci anni di studio in Belgio e Olanda.

Entra nella congregazione con il nome di Eugenio e diventa prete in Bulgaria.

Studia poi ancora a Roma.

Tornato in patria rinuncia a tutti i compiti diocesani per dedicarsi a ciò che sente come la propria vera missione: spiegare la Croce ai contadini nella loro lingua.

Nel 1944 viene nominato vescovo di Nicopoli, in uno Stato (la neonata repubblica popolare di obbedienza staliniana) avverso alla religione.

Riesce ancora nel 1948 a recarsi a Roma da Pio XII.

Poi si avvia il meccanismo di confische, espulsioni, ordine di allinearsi a una «Chiesa nazionale» vassalla del regime, di rinnegare il Papa.

Ma Eugenio si oppone.

Questo causerà l'arresto nel luglio 1952, la tortura, il processo-farsa, la condanna a morte e l'uccisione nel carcere di Sofia, in segreto avvenuta l'11 novembre 1952.

Il suo corpo viene gettato in una fossa comune.

Papa Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato il 15 marzo 1998.