venerdì 30 novembre 2007

Sant'Andrea Apostolo


Andrea, il "Protocleto": cioè il primo chiamato tra gli apostoli, era nato a Bethsaida.

Fu prima discepolo di Giovanni Battista e poi seguì, con un altro giovane, forse Giovanni l'evangelista, Cristo, a cui condusse anche il fratello Pietro.

Con il fratello ebbe da Gesù la missione di essere "pescatore di uomini".

Insieme a Filippo presentò a Cristo i pagani o gentili e indicò il ragazzo che portava i pesci ed il pane prima del grande miracolo della moltiplicazione dei pani.

Secondo la tradizione, dopo la Pentecoste, predicò in diverse regioni e fu crocifisso in Acaia.

Al suo nome è legato la croce a forma di X che la tradizione vuole essere stata prescelta da lui stesso per una più straziante agonia.

giovedì 29 novembre 2007

Sant'Antonio Fasani (1681 - 1742)


Antonio nacque da umile famiglia il 6 agosto 1681 a Lucera, antica città della Daunia nelle Puglie. Entrò da giovane tra i Minori conventuali del suo paese natale.
Fece il noviziato a Monte Sant'Angelo sul Gargano dove emise la professione il 23 agosto 1696. Nel 1703 fu mandato nel convento di Assisi dove fu ordinato sacerdote l'11 settembre 1705. Passato a Roma, nel collegio di San Bonaventura, tornò ad Assisi fino al 1707.
Fece, quindi, rientro a Lucera.
Eletto ministro provinciale fu protagonista di un'intensa attività apostolica percorrendo tutti paesi della Capitanata e località limitrofe.

Sempre attento ai bisogni dei poveri e dei sofferenti, devotissimo alla Vergine, fu particolarmente vicino ai carcerati e ai condannati che accompagnava fino al luogo del supplizio. Morì il 29 novembre 1742.
Ancora oggi la sua tomba, nella chiesa di San Francesco a Lucera è meta di frequenti pellegrinaggi.
Proclamato beato il 15 aprile 1951 da Pio XII, è stato canonizzato da Giovanni Paolo II il 13 aprile 1986

mercoledì 28 novembre 2007

San Giacomo della Marca (1393 -1476)

San Giacomo della Marca nacque a Monteprandone (AP) nel 1393.
Orfano di padre, a sette anni pascolava le pecore.
Spaventato da un lupo, fuggì ad Offida (AP) presso un potente sacerdote.
Cominciò a studiare con grande profitto
Fu discepolo di San Bernardino da Siena, dal quale ricevette a 22 anni il saio francescano, e San Giovanni da Capestrano gli fu compagno nelle peregrinazioni in tutta l'Europa.
Come il maestro, anch'egli si diede alla predicazione, in Italia, Polonia, Boemia, Bosnia e in Ungheria dove si recò per ordine del papa.
Oratore ardente, fustigò soprattutto i vizi dell'avarizia e dell'usura.
Il santo marchigiano introdusse i Monti di pietà, dove i poveri, vessati da debiti, potevano impegnare le loro cose ad un interesse minimo.
Nel 1444 assistette a L'Aquila alla morte del suo maestro e padre San Bernardino
La sua biografia fu scritta con dovizie di particolari dal fratello laico Venanzio da Fabriano.
Morì a Napoli il 28 novembre 1476.

martedì 27 novembre 2007

San Virgilio, monaco


Monaco irlandese del secolo VIII. Come altri monaci del suo tempo lasciò l'Irlanda per andare ad evangelizzare la Baviera.
Entrò ben presto nell'abbazia di San Pietro a Salisburgo e ne diventò abate.
In seguito divenne abate del monastero Achadh-bo-Cainningh.
Si recò in Gallia a Kiersy.
Fu, quindi, mandato da Pipino il Breve (714-768) a reggere la diocesi di Baviera, ma non fu consacrato vescovo per ragioni politiche e per l'opposizione di San Bonifacio (672-754), il grande evangelizzatore dell'attuale Germania.
Dopo il martirio di San Bonifacio poté essere finalmente ordinato vescovo di Salisburgo, alla cui diocesi diede un valida organizzazione.
Evangelizzò le regioni slave della Carinzia, della Stiria e della Pannonia.
Fondò il monastero di San Candido in Alto Adige.
Morì il 27 novembre 748.

lunedì 26 novembre 2007

San Leonardo da Porto Maurizio


San Leonardo nacque a Porto Maurizio, attuale Imperia il 20 dicembre 1676.

Era figlio di un capitano di marina

Compì i suoi studi a Roma presso il collegio romano.

Entrò ben presto nel convento di San Bonaventura sul Palatino, dove vestì il saio francescano. Fu in seguito ordinato sacerdote e si diede alla predicazione delle missioni popolari

Inviato dal Papa in Corsica a ristabilire la concordia tra i cittadini, riuscì ad ottenere, nonostante le gravi divisioni tra gli abitanti, un impensabile abbraccio di pace.

Il tema della croce era al centro della sua predicazione: richiamava le folle alla penitenza e alla pietà cristiana.

E' il santo a cui si deve il merito di aver ideato la Via Crucis, la preghiera a tappe che medita l'itinerario di Cristo dalla condanna alla croce, fino al calvario.

Nell'anno santo 1750 fece epoca la Via Crucis predicata da San Leonardo al Colosseo.

Alfonso Maria de' Liguori e San Paolo della Croce, suoi contemporanei, lo definirono «il più grande missionario del nostro secolo».

In realtà fu grande predicatore popolare, appassionato di Gesù crocifisso e della Vergine Addolorata.

Morì a Roma, nel convento francescano di San Bonaventura al Palatino il 26 novembre 1751.

domenica 25 novembre 2007

Santa Caterina d'Alessandria


Caterina, di stirpe reale, nacque ad Alessandria d'Egitto intorno all'anno 292.

Donna dotta, bella e faconda nel disputare, appassionò con il suo aspetto l'imperatore Massenzio, il quale tentò di sposarla, ma Caterina rispose che era sposata a Cristo e che non vi avrebbe rinunciato per nessuna cosa al mondo.

L'imperatore non si diede per vinto e la circondò di filosofi e di retori, i quali ebbero il compito di confutare la sua fede.

Caterina non solo non si arrese alla sapienza di quei dotti, ma passò all'attacco convertendoli a Cristo.

Imprigionata continuò la sua opera di evangelizzazione.

La sua storia colpì l'imperatrice e il capo delle guardie imperiali che si recarono in carcere a trovarla e furono a loro volta convertiti.

Per questo motivo l'imperatore decise di condannarla al supplizio della ruota, ma per intervento divino, quando la santa toccò lo strumento del suo supplizio questi si distrusse.

Fu allora decisa la sua morte per decapitazione, che avvenne il 25 novembre del 310 ad Alessandria.

Il suo corpo fu trasportato dagli angeli sul monte Sinai, dove fu costruito un monastero a lei dedicato.

Il suo culto, molto popolare nel medioevo, è stato soppresso nel 1969, ma è ancora molto venerata soprattutto dalle categorie delle quali è patrona: insegnanti, librai, avvocati e autieri.

sabato 24 novembre 2007

Santi martiri vietnamiti


Si ricordano Ignazio Delgado, Andrea Deng-Lac, Domenico An-Kham, Francesco Gil de Federich, Matteo Alonso de Leciniana, Giovanni Maria Diaz Sanjurio, vescovo, Melchiorre Garcia Sampedro, vescovo, Girolamo Hermosilla, vescovo, Valentino Berrio-Ocham, vescovo, Giacinto Castenada, Vincenzo Liem e 114 compagni.

La storia registra l’ingresso dei Domenicani nel Tonkino nell’anno 1676.

In un primo tempo collaborarono con i Padri delle Missioni Estere, poi l’immenso territorio fu diviso, e l’evangelizzazione del Tonkino Occidentale fu lasciata ai Missionari di Parigi, mentre il Tonkino Orientale fu affidato ai Padri Predicatori.

Il lavoro fu difficile, e violente persecuzioni si succedettero ad intervalli.

Al principio del XIX° secolo la missione prosperava.

Zelante pastore di quella cristianità era il Vescovo Domenicano Ignazio Delgado, coadiuvato da un altro Vescovo Domenicano, Domenico Henares.

Svolgevano con loro il santo ministero altri sacerdoti, molti dei quali di quella terra, entrati nell’Ordine, oltre a ferventi catechisti appartenenti al Terz’Ordine.

Salito al trono l’empio Minh-Manh, nel 1838 sollevò la più spietata persecuzione.

I due vescovi, con i sacerdoti e i catechisti, in tutto ventisei, furono catturati e gettati in orride prigioni.

Le più raffinate sevizie furono usate per indurre i poveri martiri a rinnegare la fede.

Aiutati da una grazia straordinaria, restarono forti e sereni fino all’ultimo.

Il vescovo Mons. Henares, il catechista Francesco e altri undici furono decapitati, Mons. Delgado morì in carcere oppresso dai tormenti, altri due furono tagliati a metà, sei strangolati, uno ucciso a colpi di ferro, tre lasciati morire di fame e di stenti.

Furono beatificati insieme con altri Martiri, tra cui il Padre Agostino Schoeffer, Terziario Domenicano.

Sepolti quasi tutti in fosse comuni, ne rimase viva la memoria e il culto fino ai giorni nostri.

Furono Beatificati in vari gruppi nel corso dei secoli.

Papa Giovanni Paolo II li ha solennemente Canonizzati il 19 giugno 1988, dichiarandoli Patroni del Vietnam il 14 dicembre 1990.

venerdì 23 novembre 2007

San Clemente I, papa


Clemente, romano, era un discepolo di San Paolo e suo collaboratore a Filippi.

Fu nominato vescovo da San Pietro.

La tradizione lo presenta figlio del senatore Faustino della gens Flavia, parente quindi dell'imperatore Domiziano.

Quest' imperatore nel 95 scatenò una violenta persecuzione contro i cristiani.

Questa persecuzione fece molte vittime illustri come ad esempio il console Flavio Clemente, marito di Domitilla, nipote di Domiziano.

Altra vittima di rilievo fu San Giovanni Evangelista che però uscì indenne dal martirio dell'olio bollente.

Fu quindi esiliato nell'isola di Patmos dove scrisse la sua Apocalisse.

Clemente fu Papa dall'88 al 97.

Nel 96 scoppiò un conflitto nella chiesa di Corinto: un gruppo di giovani ecclesiasti contestò a diversi presbiteri la direzione della comunità di quella città.

Clemente con una lettera li richiamò alla necessità di obbedire alle autorità tradizionali della chiesa, esortandoli a fuggire i falsi dottori.

La lettera fu accolta con grande rispetto e diventò oggetto di meditazione nella celebrazione della messa domenicale.

Si tratta della famosa Lettera ai Corinti.

E' il primo testo che afferma la superiorità del vescovo di Roma su tutte le chiese sparse per il mondo.

Sotto il pontificato di Clemente I il cristianesimo fece nuovi proseliti e si sviluppò sempre più in Oriente.

A Roma Clemente stesso operò con impegno il suo apostolato.

Nel 97 l'imperatore Nerva esiliò San Clemente nel Chersoneso.

A Roma lo sostituì papa Evaristo.

Nella terra d'esilio, il Ponto Eusino svolse opera di evangelizzazione e s'incontrò con circa 2000 cristiani condannati ai lavori forzati nelle cave di marmo e li incoraggiò ad aver fede.

Compì nuove conversioni e la notizia irritò il nuovo imperatore Traiano.

Gli venne ordinato di sacrificare agli dei e Clemente ovviamente rifiutò.

Venne eseguita la condanna a morte: fu gettato nel mar Nero con un'ancora al collo.

Questo avvenne nell'anno 100.

giovedì 22 novembre 2007

Santa Cecilia, vergine e martire


Santa Cecilia, bellissima santa romana, il cui culto fa fede sulla sua reale esistenza, morì martire sotto l'imperatore Alessandro Severo, verso il 230.

Sposa a Valeriano, la notte delle nozze lo convinse a cercare anche lui unicamente la bellezza e l'amore di Gesù Cristo e ad amarsi nel suo amore più intensamente che con un amore carnale.

In base al racconto del suo processo o Passio, venne costruita, nel secolo V, la stupenda basilica romana di Santa Cecilia a Trastevere.

Ogni giorno Cecilia partecipava alla Messa di papa Urbano nelle catacombe di San Callisto.

Il suo patrocinio sulla musica dipende da una frase del racconto della Passio, secondo la quale fu martirizzata cantantibus organis, mentre suonava l'organo.

Ma non erano le canne dell'organo a vibrare.

Erano i tubi del riscaldamento che cigolavano per l'alto calore del vapore dove la martire fu rinchiusa per soffocarla.

Morì, invece, decapitata.

La salma, con tre dita della mano destra, e l'indice della sinistra, professava la fede nella Trinità e l'Unità del nostro Dio.

mercoledì 21 novembre 2007

Presentazione della Madonna al tempio


In questo giorno della dedicazione (543) della Chiesa di Santa Maria Nuova,

costruita presso il tempio di Gerusalemme,

celebriamo insieme ai cristiani d'Oriente quella "dedicazione"

che Maria fece a Dio, di se stessa fin dall'infanzia,

mossa dallo Spirito Santo,

della cui grazia era stata ricolma nella sua immacolata concezione.

I Vangeli canonici non dicono nulla della fanciullezza di Maria Vergine.

Ma i vangeli apocrifi, cioè quei racconti devozionali per soddisfare la curiosità dei fedeli, si dilungano in tante pie invenzioni.

Per esempio, che Maria ancora bambina sia stata affidata dai genitori ad una specie di comunità femminile di educande, per intenderci, addetta al servizio del tempio di Gerusalemme.

Pertanto, questa pia ipotesi è stata accolta nel calendario liturgico e la festa della presentazione di Maria al tempio è celebrata con grande solennità dai nostri fratelli della chiesa orientale.

martedì 20 novembre 2007

Sant'Edmondo, re e martire


Edmondo fu re dell'Estanglia, territorio costituito dalle contee di Norfolk e Suffolk, morì martire ed è patrono dell'Inghilterra.

Il IX secolo era caratterizzato dalle razzie degli occupanti danesi secondo un metodo collaudato: l'assedio e la richiesta di una taglia per risparmiare persone e cose.

Edmondo, invece, ingaggiò battaglia con il suo piccolo esercito e fu sconfitto.

Al prigioniero furono promesse la salvezza e il mantenimento della corona, se avesse abiurato alla fede e compiuto atto di vassallaggio.

Edmondo preferì la fedeltà a Cristo e alla chiesa piuttosto che avere salva la vita e fu ucciso atrocemente.

Riposa a Bury St. Edmund, nei pressi di Cambridge.

lunedì 19 novembre 2007

Santa Matilde di Helfta


Nata nel 1241 dai nobili di Hackeborn, fece con la madre una visita al monastero di Rodersdorf, diocesi di Halberstadt, dove Gertrude, sua sorella, era già monaca.

La bimba settenne fu tanto attratta dal sacro ambiente che non volle allontanarsene e chiese di esservi ammessa.

Le fu consentito.

La spiritualità di S. Matilde presenta, in una fusione ardente e fantasiosa, elementi di molteplice originalità: come una novità nella storia della spiritualità, la "mistica di sposa" che prima di Matilde non si trova nei documenti del passato, ma che si ritroverà in seguito nelle esperienze e nelle "Vitae" di sante religiose fino a Santa Teresa, anzi fino ai giorni nostri.

Matilde morì nel 1299.

domenica 18 novembre 2007

Dedicazione delle basiliche dei Santi Pietro e Paolo




Fin dal secolo XII nella basilica vaticana di San Pietro e in quella di san Paolo sulla via Ostiense, si celebravano gli anniversari delle loro dedicazioni fatte nel secolo IV dai santi Pontefici Silvestro e Siricio.

La celebrazione di questa commemorazione in tempi più recenti fu estesa a tutte le chiese di rito romano.

Come nell'anniversario della dedicazione della basilica di santa Maria Maggiore (5 agosto) si celebra la maternità della Vergine Madre di Dio, così in questo giorno si onorano i due più grandi apostoli di Cristo.

sabato 17 novembre 2007

Santa Elisabetta d'Ungheria


Figlia di Andrea, re d'Ungheria e di Gertrude, nobildonna di Merano, ebbe una vita breve.

Nata nel 1207, fu promessa in moglie a Ludovico figlio ed erede del sovrano di Turingia.

Sposa a quattordici anni, madre a quindici, restò vedova a 20.

Il marito, Ludovico IV morì ad Otranto in attesa di imbarcarsi con Federico II per la crociata in Terra Santa.

Elisabetta aveva tre figli.

Dopo il primogenito Ermanno vennero al mondo due bambine: Sofia e Gertrude, quest'ultima data alla luce già orfana di padre.

Alla morte del marito, Elisabetta si ritirò a Eisenach, poi nel castello di Pottenstein per scegliere infine come dimora una modesta casa di Marburgo dove fece edificare a proprie spese un ospedale, riducendosi in povertà.

Iscrittasi al terz'ordine francescano, offrì tutta se stessa agli ultimi, visitando gli ammalati due volte al giorno, facendosi mendicante e attribuendosi sempre le mansioni più umili.

La sua scelta di povertà scatenò la rabbia dei cognati che arrivarono a privarla dei figli.

Morì a Marburgo, in Germania il 17 novembre 1231.


E' stata canonizzata da papa Gregorio IX nel 1235.

venerdì 16 novembre 2007

Santa Geltrude, la grande


Santa Geltrude di Helfta, detta la Grande, nacque ad Eisleben (Turingia) nel 1256.

Entrò in monastero a 5 anni presso le monache Cistercensi di Helfta (Sassonia).

Affidata a santa Matilde di Hackern, ebbe una formazione completa, letteraria, filosofica, teologica e musicale, aiutata negli studi dalla sua non comune intelligenza e memoria.

A 25 anni scoprì la vita mistica, con una visione di Gesù (27 gennaio 1281).

Consacratasi completamente a Dio, né ebbe grandi esperienze di unione, accompagnate da fenomeni straordinari quali la ferita d’amore, lo scambio dei cuori e le stigmate interiori. Percorse in modo meraviglioso la via della perfezione, dedicandosi alla preghiera e alla contemplazione, impiegando la sua cultura per la stesura di testi di fede, tra cui i celebri "Exercitia" e quello che è forse il suo libro più famoso: le "Rivelazioni".

E' ricordata tra le iniziatrici della devozione al Sacro Cuore, la prima a tracciarne una teologia, senza però il tema delle riparazioni che sarà predominante in seguito.

Ebbe grande influenza ai suoi tempi perché la fama della sua santità e delle sue visioni attirava molti per chiedere consiglio e conforto.

Poi fu dimenticata fino al XVI secolo, quando i Certosini pubblicarono i suoi scritti traducendoli in varie lingue e svelando la sua grandezza e le sue anticipazioni sulla devozione al Sacro Cuore di Gesù.

Morì il 17 novembre del 1301.

Fu canonizzata nel 1677.

E' patrona delle Indie Occidentali, di Tarragona e del Perù, è invocata contro il diabete.

giovedì 15 novembre 2007

Sant'Alberto Magno


Nacque 1206 a Lauingen. Morì nel 1280 Colonia.

Alberto, della nobile famiglia Bollstadt, prese ancora giovanissimo l’Abito dei Predicatori dalle mani del Beato Giordano di Sassonia, immediato successore del Santo Patriarca Domenico.

Dopo aver trionfato nel mondo, al giovane studente sembrò ostacolo insormontabile le difficoltà che incontrava nello studio della Teologia, e fu tentato di fuggire dalla casa del Signore.

La Madonna, però, di cui era devotissimo, lo animò a perseverare, rasserenandolo nei suoi timori, dicendogli: "Attendi allo studio della sapienza e affinché non ti avvenga di vacillare nella fede, sul declinare della vita ogni arte di sillogizzare ti sarà tolta".

Sotto la tutela della Celeste Madre, Alberto divenne sapiente in ogni ramo della cultura, sì da essere acclamato Dottore universale e meritare il titolo di Grande, ancor quando era in vita.

Insegnò con sommo onore a Parigi e nei vari Studi Domenicani di Germania, soprattutto in quello di Colonia, da lui fondato, dove ebbe tra i suoi discepoli San Tommaso d’Aquino, di cui profetizzò la grandezza.

Fu Provinciale di Germania e, nel 1260, Vescovo di Ratisbona, alla cui sede rinunziò per darsi di nuovo all’insegnamento e alla predicazione.

Fu arbitro e messaggero di pace in mezzo ai popoli, e al Concilio di Lione portò il contributo della sua sapienza per l’unione della Chiesa Greca con quella Latina.

Avanzato negli anni saliva ancora vigoroso la cattedra, ma un giorno, come Maria aveva predetto, la sua memoria si spense.

Anelò allora solo al cielo, al quale volò dopo quattro anni, il 15 novembre 1280, consumato dalla divina carità.

La sua salma riposa nella chiesa parrocchiale di Sant’Andrea a Colonia.

Papa Gregorio XV nel 1622 lo ha beatificato.

Papa Pio XI nel 1931 lo ha proclamato Santo e Dottore della Chiesa.

Nel 1941 Papa Pio XII lo ha dichiarato Patrono dei cultori delle scienze naturali.

mercoledì 14 novembre 2007

San Giocondo

Figura nel più antico catalogo dei vescovi di Bologna e si ritiene sia vissuto nel secolo VI.
La prima menzione del suo nome come santo vescovo di Bologna si ha in una vita di San Petronio del secolo XII, che elenca, tra le reliquie possedute dalla diocesi, quelle di San Giocondo.
Il significato del nome del santo si addice ad una città come Bologna, i cui abitanti hanno carattere gioviale, ottimista...
Sanno, cioè, organizzare la propria vita anche nel senso dell'impegno che poi dà i suoi frutti: Cor contento, Dio l'aiuta.....
San Giocondo li protegga!

martedì 13 novembre 2007

Beato Eugenio Bossilkof


Vincenzo nasce a Belene (Bulgaria) nel 1900.

La sua famiglia appartiene alla minoranza cattolica di rito latino nella diocesi di Nicopoli.

A 11 anni viene mandato a Ores, nella scuola dei Padri Passionisti.

Qui nasce la sua vocazione che verrà coltivata con dieci anni di studio in Belgio e Olanda.

Entra nella congregazione con il nome di Eugenio e diventa prete in Bulgaria.

Studia poi ancora a Roma.

Tornato in patria rinuncia a tutti i compiti diocesani per dedicarsi a ciò che sente come la propria vera missione: spiegare la Croce ai contadini nella loro lingua.

Nel 1944 viene nominato vescovo di Nicopoli, in uno Stato (la neonata repubblica popolare di obbedienza staliniana) avverso alla religione.

Riesce ancora nel 1948 a recarsi a Roma da Pio XII.

Poi si avvia il meccanismo di confische, espulsioni, ordine di allinearsi a una «Chiesa nazionale» vassalla del regime, di rinnegare il Papa.

Ma Eugenio si oppone.

Questo causerà l'arresto nel luglio 1952, la tortura, il processo-farsa, la condanna a morte e l'uccisione nel carcere di Sofia, in segreto avvenuta l'11 novembre 1952.

Il suo corpo viene gettato in una fossa comune.

Papa Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato il 15 marzo 1998.

lunedì 12 novembre 2007

Aforismi

La testimonianza è l'alfabeto del quotidiano

per dire l'amore infinito di Dio.


E' per questo che bisogna essere

sempre pronti a fuggire di qui a lassù

rendendosi simili a Dio secondo le proprie

possibilità: rendersi simili a Dio significa

diventare insieme giusti, sapienti e santi.

(Platone, Teeteto, 176 A-B)

Inverno

Se l'inverno comincia
sulle calde e sporche mani
un odore di arance
al quieto sole della festa
arde nell'aria
come qualcosa che piange.

Da "Appunti"

Sul molo il vento soffia forte.
Gli occhi hanno un calmo spettacolo di luce.
Va una vela piegata, e nel silenzio
la guida un uomo quasi orizzontale.
Silenzioso vola dalla testa
di un ragazzo un berretto, e tocca il mare
come un pallone il cielo.
Fiamma resta entro
il freddo spettacolo di luce
la sua testa arruffata.

Poesie di Sandro Penna (Perugia 1906 - Roma 1976).

Matthias Grunewald (1476-1528)


Matthias Grunewald, Crocifissione, Museo di Unterlinden, Colmar

Matthias Grünewald nacque a Wurzburg nel 1476 circa, morì ad Halle nel 1528.

Fu un straordinario artista isolato, capace di inventare un suo personale stile fatto di singolari effetti luministici e di arditi accostamenti cromatici.

Capace di elaborare una sua poetica ispirata da coscienza religiosa angosciata e radicale, ossessionata dalla idea del peccato e dalla idea di un mondo mostruoso che si annida nei nascosti recessi dell'animo umano.

Rispetto ad esse la sola salvezza è la grazia di quel Cristo, orribilmente martoriato dagli uomini, che lui ha più volte raffigurato.
In questo senso, si può affermare che Grünewald, attraverso la violenta descrizione del supplizio e della disarticolazione del corpo di Cristo, seppe più di altri cogliere la inquietudine religiosa del suo tempo.
Grünewald fu " fu uno straordinario visionario..., seducente e selvaggio, teologico e barbaro insieme, che si afferma tra i pittori religiosi, sotto tutti gli aspetti, come unico".

San Giosafat


Nacque in Ucraina a Wolodymyr, verso il 1580 da genitori ortodossi.

Abbracciata la fede cattolica, fu accolto fra i monaci di San Basilio.

Ordinato sacerdote ed eletto vescovo di Polock, si dedicò con grande impegno alla causa dell’unità della chiesa.

Ciò suscitò contro di lui l’odio di alcuni che decisero di ucciderlo.

Affrontò il martirio il 12 novembre 1623 a Vitebsk.

Venne beatificato il 16 maggio 1643 e canonizzato il 29 giugno 1867.

Il suo corpo fu custodito dai Basiliani prima a Polotzk, poi a Biala in Podlascia.

Nel 1916 fu deposto nella chiesa di S. Barbara a Vienna.

Dopo la seconda guerra mondiale venne traslato a S. Pietro in Vaticano dove, dal 25 novembre 1963, è collocato nell’urna in vetro posta sotto l’altare di S. Basilio Magno.

domenica 11 novembre 2007

San Martino di Tours


San Martino, figlio di un tribuno romano, nacque a Sobaria, Pannonia (attuale Ungheria) nel 317.

Si arruolò giovanissimo nell'esercito imperiale. Secondo la tradizione, mentre era militare e ancora catecumeno, die prova della sua carità verso il prossimo tagliando in due il suo mantello e donandone metà ad un povero.

Dopo aver ricevuto il battesimo e abbandonato la vita militare, si ritirò a Ligugé, presso Portiers, dove, con un gruppo di discepoli divenne discepolo si San Ilario, vescovo del luogo, fondò il primo monastero, divenendo presto famoso in tutta la Gallia.

Eletto vescovo di Tours (371), diffuse il cristianesimo in tutta la Gallia occidentale.

Martino fu uno dei santi più popolari dell’Europa occidentale; centinaia di parrocchie e di comuni presero il suo nome.

E anche considerato il patrono dei soldati.

Lottò con energia contro le eresie, l’idolatria e la supremazia.

Morì l'8 novembre 397.

sabato 10 novembre 2007

Aforismi

Chi sulle vie di Dio pensasse di sostare, ritornerebbe indietro e fino alla rovina.... (Angelo Silesio)

Essere occupato è bene, ma è molto meglio pregare, ancor meglio quieto e silente, andare verso il Signore (Angelo Silesio)

La conoscenza di Dio non si ottiene cercandola, tuttavia solo coloro che la cercano la trovano!

San Leone Magno


Nacque sul finire del secolo quarto, da genitori toscani.

Si trovava nelle Gallie per una delicata missione diplomatica quando, alla morte di papa Sisto III, fu acclamato suo successore sul soglio di Pietro.

Il 29 settembre 440 fu consacrato vescovo di Roma, e la data rimase cara la suo cuore, tanto che ebbe la consuetudine di convocare spesso in quel suo giorno "natale" il sinodo dei vescovi suffraganei e di celebrarne il ricordo nei suoi discorsi, alcuni dei quali sono pervenuti fino a noi.

Leone fu una personalità potente; visse in un'epoca critica di transizione, in cui la decadenza della colossale organizzazione dell'Impero Romano venne a coincidere con l'avvento del Cristianesimo da un lato e con l'irrompere delle civiltà barbariche dall'altro.

Papa Leone Magno seppe far fronte con pari energia e pari intelligenza al pericolo delle invasioni barbariche e a quello dell'eresia monofisita, che minacciava la fede della Chiesa nel mistero dell'Incarnazione.

Se riuscì a contenere la minaccia di Attila che pesava sull'Italia, dovette assistere impotente, tre anni più tardi, al sacco di Roma compiuto dalle soldataglie di Alarico, re dei Goti (455).

Cercò in ogni modo di mantenere salda e integra la fede e difese strenuamente l’unità della chiesa.

Sul piano dottrinale, la battaglia di Leone in difesa di una teologia cristologica che affermasse della persona di Gesù sia la vera umanità (contro Nestorio) sia la vera divinità (contro Eutiche), fu ratificata dal Concilio di Calcedonia (451): "Pietro ha parlato per bocca di Leone", esclamarono i Padri.

E' interessante riconoscere lo stile particolarissimo di questo scrittore e oratore, che pur appartenendo ad un tempo tanto combattuto e inquieto, ha saputo esprimersi con ammirabile serenità e armonia.

Morì nel 461.

venerdì 9 novembre 2007

S. Giovanni in Laterano


L’anniversario della dedicazione della basilica, costruita dall’imperatore Costantino sul colle Laterano, fu celebrato, e a quanto sembra fin dal secolo XII, il 9 novembre.

Inizialmente fu una festa solo della città di Roma.

In seguito la celebrazione fu estesa a tutte le chiese di rito romano per onorare la basilica chiamata chiesa - madre di tutte le chiese dell’Urbe (di Roma) e dell’Orbe (del mondo), e come segno di amore e di unione verso la cattedra di Pietro, che, secondo sant’Ignazio di Antiochia, "presiede a tutta l’assemblea della carità".

giovedì 8 novembre 2007

Elevazione alla Santissima Trinità


"Mio Dio, Trinità che adoro,

aiutami a dimenticarmi completamente,

per fissarmi in Te,immobile e tranquillo,

come se la mia anima fosse già nell'eternità.

Nulla possa turbare la mia pace,

né farmi uscire da Te, mio Immutabile,

ma che ogni istante m'immerga sempre più

nelle profondità del tuo mistero.

Pacifica la mia anima, rendila tuo cielo,

tua dimora prediletta e luogo del tuo riposo.

Che io non ti lasci mai più solo,

vigile e attivo nella mia fede,

immerso nell'adorazione,

pienamente abbandonata alla tua azione creatrice.

O mio amato Gesù Cristo, crocifisso per amore,

vorrei essere consolazione per il tuo Cuore.

Vorrei coprirti di gloria, vorrei amarti... fino a morirne!

Ma sento la mia impotenza e ti chiedo di "rivestirmi di te",

di identificare la mia anima a tutti i movimenti della tua anima,

di sommergermi, di invadermi, di sostituirti a me,

affinché la mia vita non sia che un'irradiazione della tua Vita.

Vieni in me come Adoratore,

come Riparatore e come Salvatore.


O Verbo eterno, Parola del mio Dio,

voglio passare la mia vita ad ascoltarti,

voglio rendermi docilissimo ad ogni tuo insegnamento

per imparare tutto da te.

Poi, attraverso tutte le notti,

tutti i vuoti,

tutte le impotenze,

voglio fissarti sempre e starmene alla luce

del tuo grande splendore.

O mio Astro adorato, affascinami

perché non possa più uscire dalla tua irradiazione.

O Fuoco consumante, Spirito d'amore,

"discendi in me",

affinché si faccia nella mia anima

come una incarnazione del Verbo!

Che io sia per Lui un'aggiunta di umanità

nella quale Egli rinnovi tutto il suo mistero.


E Tu, o Padre, chinati sulla tua povera e piccola creatura,

"coprila della tua ombra",

non vedere in lei che

il "Diletto nel quale hai posto tutte le tue compiacenze".

O miei Tre, mio Tutto,

mia Beatitudine, Solitudine infinita, Immensità in cui mi perdo,

mi consegno a voi come una preda.

Seppellitevi in me perché io mi seppellisca in Voi,

in attesa di venire a contemplare

nella vostra luce

l'abisso delle vostre grandezze".

Beata Elisabetta della Trinità


Elisabetta Catez nasce a Campo d'Avor, presso Bourges in Francia, il 18 luglio 1880.

Nel 1901 entrò nel convento delle carmelitane scalze di Dijon e nel 1903 prese i voti.

Nonostante la malattia e le pene interiori fu vera adoratrice in spirito della Trinità.

La sua spiritualità consiste nella riscoperta della Parola di Dio e nell'impostazione della propria esistenza di battezzato sul mistero della grazia e della partecipazione alla vita intima di Dio nella Trinità.

Morì a Dijon il 9 novembre 1906.

Beatificata da Papa Giovanni Paolo II il 25 novembre 1984.

martedì 6 novembre 2007

San Leonardo


Leonardo nacque in Gallia al tempo dell’imperatore Anastasio da nobili franchi, amici del re Clodoveo che volle fargli da padrino al battesimo.

In gioventù rifiutò di arruolarsi nell’esercito e si mise al seguito di S. Remigio, arcivescovo di Reims.

Avendo questi ottenuto dal re di poter chiedere la liberazione dei prigionieri che avesse incontrato, anche Leonardo, acceso di carità, chiese e ottenne lo stesso favore e liberò, di fatto, un gran numero di questi infelici.

Diffondendosi la fama della sua santità, egli rifiutata la dignità vescovile offertagli da Clodoveo si diresse a Limoges; attraversando la foresta di Pavum soccorse la Regina sorpresa dalle doglie del parto.

La preghiera del santo le concesse di superare i dolori e di dare alla luce un bel bambino. Clodoveo riconoscente gli concesse una parte del bosco per edificarvi un monastero.

Il Santo costruì un oratorio in onore della Madonna e dedicò un altare in onore di S. Remigio. Scavò poi un pozzo che si riempì miracolosamente d’acqua e al luogo diede il nome di nobiliacum in ricordo della donazione di Clodoveo.

Il Santo sarebbe morto il 6 novembre di un anno imprecisato, nella metà del VI secolo.

lunedì 5 novembre 2007

Santi Zaccaria ed Elisabetta

Sono i genitori di Giovanni il Battista, il precursore di Gesù.
Zaccaria era sacerdote addetto al Tempio.
Un giorno che stava incensando l'altare, l'arcangelo Gabriele, quello dei messaggi divini, venne ad avvisarlo che la moglie Elisabetta sarebbe diventata madre.
Siccome la donna, oltre che sterile, era piuttosto anziana, Zaccaria non credette pensando che l'intenso fumo dell'incensiere gli avesse provocato un'allucinazione.
Per castigo, restò muto fino alla nascita del bimbo.
Più fidente e allegra Elisabetta, la quale al sesto mese di gravidanza ebbe la visita di Maria di Nazareth che l'assistette durante il travaglio della sua profetica maternità.
Un episodio pieno di umanità l'incontro di Maria ed Elisabetta, sul quale i grandi pittori hanno esercitato la loro arte.

domenica 4 novembre 2007

San Carlo Borromeo


Nacque ad Arona (Novara) nel 1538.
Dopo aver conseguito la laurea in "utroque iure", dallo zio Pio IV fu fatto cardinale ed eletto vescovo di Milano. Qui si dimostrò un autentico pastore del gregge. Visitò più volte tutta intera la diocesi, indisse sinodi e svolse la più intensa attività in ogni settore per la salvezza delle anime, sforzandosi di promuovere con ogni mezzo un livello alto di vita cristiana.

Morì il 3 novembre 1584.
Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, santo, fu canonizzato il 1 novembre del 1610.

La reliquia del cuore, dono del cardinale Federico Borromeo, è collocata sull’altare dedicatogli, situato dietro l’altare maggiore della chiesa dei Ss. Ambrogio e Carlo al Corso, e si espone nel giorno della sua festa.

L’insigne reliquia fu ricevuta con una solenne cerimonia dall’intero Sacro Collegio il 14 aprile del 1614 e il 22 giugno fu effettuata la ricognizione.

Prima posta nella vecchia chiesa, venne qui trasferita nel 1625 quando la nuova basilica era ancora in costruzione.

Altre sue reliquie sono a S. Pietro in Vaticano.

sabato 3 novembre 2007

Frammenti di vita...


Essere eremita vuol dire vivere alla presenza del Signore con cuore indiviso.

L'ascolto della Parola di Dio, la preghiera, il lavoro manuale e intellettuale sono gli strumenti che l'eremita utilizza per camminare sulle vie del Vangelo nell'officina spirituale che è l'eremo.

La preghiera, poi, richiede un contatto continuo con la Bibbia, ascoltata, ruminata, memorizzata, cantata, vissuta.

Dalla Parola nasce la preghiera che è risposta del cuore amante all'Amore che è Dio.

Essere eremita vuol dire "rimanere" così come ci viene insegnato dal IV Vangelo.

Il verbo "menein" (rimanere) nel IV Vangelo acquista una particolare sfumatura di significato: rimanere presso qualcuno, restare, rimanere saldi.

Giovanni utilizza questo termine soprattutto nei "discorsi d'addio" (c. 13-16) per esprimere la permanenza della relazione tra il Padre e il Figlio e tra il Figlio e l'uomo.

Per Giovanni rimanere è aderire fedelmente in un'unione indissolubile come il tralcio che rimane unito alla vite produce molto frutto, così solo chi rimane nell'amore del Signore conosce la pienezza di vita (Gv 15,1-12).

Rimanere è anche permettere al Signore di comtinuare ad operare in noi e permanere nel duplice comandamento dell'amore.

Il rimanere nell'amore è un imperativo che Gesù rivolge ai discepoli, ma è anche la richiesta che per loro egli innalza al Padre nella "preghiera sacerdotale" (Gv 17,21).

Così solo dimorando nell'amore di Cristo, che è rimasto nell'amore del Padre e ha compiuto tutta la sua volontà, può nascere quella stabilità cui fanno riferimento i santi.

Beato Pio Campidelli


I santi sono come i fiori, ci sono le rose che fanno bella mostra di sé, a maggio, nei giardini e sulle terrazze; ci sono le violette nascoste che fanno sentire il loro soave odore. Uno di questi è il beato Pio Campidelli.
E’ il terzo di cinque figli; nasce in Romagna, a Trebbio di Poggio Berni, il 29 aprile 1869, con il nome di Luigi, chiamato poi familiarmente Gigino. Il battesimo lo riceve lo stesso giorno in cui è venuto alla luce. I genitori Giuseppe Campidelli e Filomena Belpani sono contadini. E’ una famiglia tranquilla dedita al lavoro dei campi, timorata di Dio. Con loro vive anche lo zio Michele, detto "Bertoldo", al quale ogni tanto scappa qualche bestemmia. Gigino rabbrividisce al sentirlo e prega per lui; anche in convento pregherà spesso per "zio Bertoldo" e il Signore gli darà la gioia di sapere che lo zio non bestemmia più.
Partecipa alle feste del raccolto; va con la famiglia a messa la domenica, e parla con la mamma della predica che hanno appena ascoltato. A 5 anni fa la cresima e a 10 la prima comunione. È un ragazzo come gli altri, ma buono. Prega molto, per tutti, per il babbo morto quando Gigino aveva sei anni. Va a messa tutti i giorni, facendo cinque chilometri a piedi; tornato a casa, fa catechismo ai compagni. Qualcuno lo critica giudicandolo troppo bigotto, i più lo apprezzano e lo tengono in grande stima. Soprattutto la mamma si occupa di queste buone inclinazioni, lo sostiene e chiede consiglio al fratello Don Filippo. Si mostrano contenti e stanno a vedere.
Intanto arrivano in paese per le missioni i passionisti dal vicino Santuario della Madonna di Casale presso S. Arcangelo. Gigino ha 10 anni, va ad ascoltarli insieme alla mamma e ne rimane attratto. Una voce interiore gli dice dentro che deve diventare passionista e lui aderisce con gioia. Confida il suo desiderio al superiore, ma purtroppo le sue richieste non possono essere accettate prima di 14 anni.
Il due maggio 1882 parte per il convento; il 27 dello stesso mese veste l’abito religioso. Solo sei mesi resterà lontano dalla sua terra come novizio a San Eutizio di Soriano al Cimino. Tornerà poi a Casale per gli studi ginnasiali e teologici in preparazione al sacerdozio. È un novizio e uno studente modello, si fa apprezzare per il suo profondo raccoglimento, la sua modestia, l’obbedienza, la compostezza esterna ed interiore. È molto devoto della Madonna.
Purtroppo, per lui che è gracile di costituzione, nel 1888 compaiono i primi sintomi della tubercolosi, che lo porterà a morte. È la malattia di tanti giovani santi del tempo. Pio accetta di morire con docile obbedienza alla volontà di Dio, "offrendo la propria vita per la chiesa, per il Papa, per la congregazione, per i peccatori, per la sua diletta Romagna".
Saluta la mamma che va a trovarlo, con queste semplici parole: "Coraggio, mamma! Ci rivedremo in paradiso!". Muore in un a estasi di amore il 2 novembre 1889, a 21 anni e mezzo.

venerdì 2 novembre 2007

In un momento


In un momento


Sono sfiorite le rose


I petali caduti


Perché io non potevo dimenticare le rose


Le cercavamo insieme


Abbiamo trovato delle rose


Erano le sue rose erano le mi rose


Questo viaggio chiamavamo amore


Col nostro sangue e con le nostre lacrime facevamo le rose


Che brillavano un momento al sole del mattino


Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi


Le rose che non erano le nostre rose


Le mie rose le sue rose




Da "Taccuino, abbozzi e carte varie" di Dino Campana (1885-1932).

Commemorazione dei fedeli defunti


La memoria dei morti è la lezione della morte mai appresa abbastanza e come si deve...

Per i più la morte è paura, pensiero da fuggire....

Invece, nella serenità della speranza cristiana, è pensiero di pietà, continuazione d'amore,

gratitudine, sfida alla morte riguardo ai trapassati.

Promessa di vera vita, per noi....

Solo liberati dai vincoli con le realtà effimire, eppur necessarie a questa provvisoria esistenza, possiamo conoscere la beatitudine senza fine alla quale siamo destinati e che è stata fin dall'inizio preparata.

Viviamo la giornata dei morti, adorando il disegno di dio e pregando, nell'amore universale per l'umanità di tutti i tempi e per la redenzione finale della storia umana, nella gratitudine verso tutti i nostri trapassati per il bene personale e collettivo ricevuto, accrescendo la nostra speranza nella promessa di Cristo.

Egli è risorto per darci la certezza della nostra risurrezione...

giovedì 1 novembre 2007

Tutti i Santi


Oggi, festa grande in paradiso, e tutto l'universo creato si fa paradiso.

Oggi è la festa della santità!

Non celbraiamo un santo particolare, ma tutti i santi.

Risuona l'armonioso, possente, dolcissimo santo, santo, santo, il Signore Dio dell'universo.

La fonte dalla quale scende questa mirabile luce, questo armonioso canto, quest'ebrezza dell'infinito amore dell'universale amplesso...

Festa dell'universo creato che ritorna parola iniziale all'unisono con il Verbo di Dio che in principio lo fece.

Festa del Regno di Dio e di tutti i beati cittadini del Cielo...

Intorno al trono del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, nel cuore di Dio come un alveare lo sciame di creature di ogni tempo fin dal principio, inebriate di divinità.

Innocenti come il creatore le concepì e le fece!

Quelle toccate dal male, perfettamente riìnnovate!

Le lacrime versate cambiate in perle preziosissime!

Il male stesso da esse operato, non solo cancellato, ma riciclito in bene, o splendore di bene riscattao dal male!

Ecco, niente più come prima:

storia umana setacciata al crivello di Crsito,

la stessa bontà, infinitamente rinnoivata,

cieli nuovi e terra nuova,

solo bellezza mai goduta, immensità di luce che si rifrange in miriadi di anime con mille e mille colori, ed emana mille e mille effluvi...

A nessuno è negato l'ingresso a questa frontiera...

Venagano i buoni, vengano i cattivi, gli omicidi, gli adulteri, i rapaci, bestemmiatori....

Implorino il perdono, chiedano l'acqua della graia, siano rivestiti della tunica lavata nel sangue dell'Agnello, entrino nella schiera del Cristo vincitore...